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Invecchiare è una questione di cervello

Un verme ringiovanito con la stimolazione dei neuroni

03 settembre, 18:29
Il minuscolo verme Caenorhabditis elegans (fonte: NIH) Il minuscolo verme Caenorhabditis elegans (fonte: NIH)

Invecchiare è una questione di cervello. Tenersi in forma facendo esercizio fisico fa sempre bene, naturalmente, ma è dalle cellule nervose che parte il meccanismo che gradualmente porta i muscoli a invecchiare e a indebolirsi.
Lo dimostra l'esperimento, pubblicato sulla rivista Cell Metabolism, nel quale il verme più studiato nei laboratori di biologia, la Caenorhabditis elegans, è stato ringiovanito grazie alla stimolazione chimica delle sue cellule nervose.
Foto Bob Goldstein
Nonostante la grande distanza rispetto all'uomo, proprio per la sua semplicità questo verme cilindrico lungo appena un millimetro è da sempre considerato un modello efficace per comprendere fenomeni complessi come quelli legati allo sviluppo e al funzionamento delle cellule. Più volte è stato protagonista di ricerche sulla longevità che lo hanno trasformato in un minuscolo Matusalemme. Adesso diventa la chiave per sostenere una delle sfide principali di una società sempre più anziana: come invecchiare restando in buona salute.

Quando era ormai invecchiato, alla soglia delle due settimane di età sulle tre della sua durata di vita, il piccolo verme si muoveva ormai con difficoltà e fatica. Più che cercare di rinvigorire i muscoli puntando sull'attività fisica, i ricercatori dell'università del Michigan, coordinati da Shawn Xu, hanno preferito puntare sul cervello utilizzando una sostanza stimolante chiamata arecolina, estratta dalle noci di Betel e nota per gli effetti stimolanti, confrontabili a quelli della nicotina. ''La stimolazione farmacologica dei neuroni migliora le funzioni motorie negli animali anziani, probabilmente anche nei mammiferi'', osserva Xu.

La sfida, allora, è comprendere la sequenza che collega i neuroni ai muscoli. ''Potrebbe essere di aiuto - osserva il ricercatore - nel mettere a punto future cure per il declino delle capacità di movimento negli anziani. Naturalmente - aggiunge - sarebbe ridicolo nutrirsi di noci di Betel nella speranza di ringiovanire i muscoli, ma la scoperta suggerisce che ci sono i presupposti per mettere a punto farmaci che lavorino in modo analogo nell'uomo''.

Quello che emerge è che il declino delle capacità motorie affonda le radici in cambiamenti precoci nelle funzioni del sistema nervoso, innescati molto prima che il deterioramento dei tessuti diventi evidente. Vale a dire che la perdita di abilità motoria associata con l'invecchiamento comincia nei neuroni e solo in seguito si diffonde ai muscoli, ed è perciò dalla stimolazione chimica dei neuroni che si deve ripartire per ripristinare le funzioni motorie compromesse.

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