Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Biotech > Il virus H1N1 colpisce gli elefanti marini

Il virus H1N1 colpisce gli elefanti marini

Nuovo tassello per ricostruire il salto di specie

17 maggio, 09:36
Il virus  H1N1 individuato negli elefanti marini lungo le coste della California (fonte: Tracey Goldstein/UC Davis) Il virus H1N1 individuato negli elefanti marini lungo le coste della California (fonte: Tracey Goldstein/UC Davis)

Tracce del virus H1N1, il ceppo che nel 2009 è stato il responsabile della pandemia di influienza, sono state individuate per la prima volta nei mammiferi marini. Ricercatori dell'Universita' di Davis in California lo hanno infatti riscontrato in due elefanti marini lungo le coste della California appena un anno dopo l'inizio della diffusione del virus tra gli uomini. Lo studio pubblicato su Plos One cerca di far luce sui meccanismi che permettono ai virus di fare il cosiddetto salto di specie, la trasmissione tra animali diversi.

“Ci aspettavamo di trovare dei virus influenzali – ha spiegato Tracey Goldstein, uno dei responsabili dello studio – ma non di trovare il pandemico H1N1. Questo dimostra che i virus influenzali possono 'saltare' tra le specie”. Identificato per la prima volta nei suini, a partire dal 2009 il virus H1N1 ha fatto il cosiddetto ''salto di specie'' acquisendo la capacità di contagiare anche gli esseri umani e in breve tempo si è esteso in decine di nazioni al punto che l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha dichiarato la pandemia.

Per verificare la possibilità del virus di contagiare anche altre specie, tra il 2009 e il 2010 i ricercatori californiani hanno analizzato campioni di sangue di oltre 900 mammiferi marini di 10 specie diverse. Ciò ha permesso di individuare due elefanti marini infetti con H1N1 e altri 28 positivi agli anticorpi, che quindi avevano contratto in precedenza il virus.
Ricostruendo le rotte seguite dagli elefanti marini, i ricercatori ipotizzano che l'infezione sia avvenuta nel 2010 durante la stagione che questi animali trascorrono a terra, sulla riva, per la riproduzione. “I dati ottenuti – ha proseguito Goldstein – ci forniscono indizi per comprendere come il virus sia potuto saltare da un ospite all'altro, fino a saltare tra specie diverse e dare origine alla pandemia”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA