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I 'cavernauti' scoprono una nuova forma di vita

Esplorando una grotta in Sardegna

23 novembre, 18:46
La nuova specie di crostaceo scoperta dagli astronauti dell'Esa nelle grotte della Sardegna (fonte: ESA–M. Fincke) La nuova specie di crostaceo scoperta dagli astronauti dell'Esa nelle grotte della Sardegna (fonte: ESA–M. Fincke)

Gli astronauti dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), impegnati nel corso di addestramento in grotta chiamato 'Esa Caves', hanno scoperto in Sardegna una nuova forma di vita, un particolare tipo di onisco o porcellino di terra.

Lunghi soltanto otto millimetri, questi animali appartengono al sottordine degli isopodi terrestri, comunemente noti come porcellini di terra, o onischi. Molti crostacei come granchi, gamberetti e aragoste, vivono in acqua. I porcellini di terra sono il solo gruppo che si è adattato completamente vivere fuori dall'acqua.

''Questa scoperta è importante perché si pensava che i pochi onischi acquatici di cui siamo a conoscenza fossero forme primitive da cui i porcellini di terra si erano evoluti'', spiega l'esperto di isopodi Stefano Taiti, del Consiglio Nazionale delle Ricerche. ''Adesso - osserva - è chiaro adesso che questi animali si sono evoluti per vivere di nuovo nell'acqua''.

''Ogni anno esploriamo la zona per preparare la missione di addestramento'', osserva Loredana Bessone, ideatrice del corso e responsabile del progetto Esa Caves. ''Quest'anno - aggiunge - abbiamo notato, in un piccolo stagno, dei crostacei dall'aspetto interessante''.

Il progetto Caves ha inviato per una settimana nel sottosuolo gli astronauti provenienti dai Paesi che partecipano alla Stazione Spaziale Internazionale per imparare a lavorare in un gruppo multiculturale e in condizioni estreme. Nei sei giorni di permanenza nelle grotte della Sardegna, gli astronauti hanno condotto anche ricerche nel campo della meteorologia, della geologia e della biologia, catalogando le forme di vita che popolano le grotte esplorate. Gli astronauti hanno quindi selezionati alcuni campioni tra le specie meno comuni e li hanno conservati nell'alcol per portarli in superficie. ''Eravamo preoccupati di non aver raccolto abbastanza vita sotterranea'', rileva il direttore scientifico delle operazioni Laura Sanna. Così, prosegue, ''abbiamo chiesto agli astronauti di tornare allo stagno l'ultimo giorno e ... tombola!''.

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