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Un antidolorifico dal micidiale veleno del mamba nero

Nuove prospettive per le terapie analgesiche

15 ottobre, 09:21
Il mamba nero (fonte: Tim Vickers) Il mamba nero (fonte: Tim Vickers)

Potenti antidolorifici sono stati ottenuti dal micidiale veleno di un serpente. La rivista Nature ha pubblicato lo studio condotto da Sylvie Diochot, dell’Istituto di farmacologia molecolare e cellulare del Centro nazionale della ricerca scientifica francese (Cnrs) a Valbonne, sull’isolamento di un composto antidolorifico estratto dal veleno del mamba nero, uno dei rettili più rapidi e velenosi al mondo, diffuso in Africa. L’iniezione nei topi del composto ottenuto dalle proteine del veleno, chiamate mambalgine, produce sollievo dal dolore agendo come la morfina e senza effetti negativi.
Questa reazione è associata all'inibizione di alcuni canali ionici, ossia le ''vie'' che mettono le cellule in comunicazione con l'ambiente esterno e che nell’organismo hanno un ruolo importante nella sensazione del dolore, attraverso nuovi percorsi neuronali. ''E' essenziale comprendere meglio il dolore per sviluppare nuovi analgesici'', spiega Diochot. “Queste molecole estratte dal mamba nero possono potenzialmente affrontare entrambi questi obiettivi, fornendo nuove e promettenti possibilità di interventi terapeutici contro il dolore, essendo loro stessi potenti analgesici naturali”.
Degli studi precedenti hanno dimostrato che alcune tossine di veleno di serpente sono in grado di provocare dolore, attivando specifici canali ionici sensibili all’acido (Asic). I ricercatori sono riusciti ad isolare una nuova classe di peptidi – molecole di aminoacidi - che possono annullare il dolore inibendo proprio gli Asic, sia nel sistema nervoso centrale che periferico. Dall’esperimento sui topi è emerso che queste molecole non sono tossiche e gli effetti sono potenti come quelli di alcuni antidolorifici oppioidi, ma con minore tolleranza e senza complicazioni nella respirazione. Secondo gli autori, i risultati ottenuti aggiungono maggiori informazioni nella comprensione dei meccanismi coinvolti nel dolore e introducono composti naturali che possono essere di interesse per lo sviluppo di nuovi analgesici.

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