Perchè gli insetti notturni sono così attratti dalla luce, tanto da finire bruciati nelle lampade?

04 novembre, 18:23

Gli insetti notturni sono attratti dalle fonti luminose per un fenomeno che noi ricercatori chiamiamo "fototassi". Con questo termine si può intendere sia l'avvicinarsi che l'allontanarsi da una fonte luminosa.
Per esempio ci sono animali che sfuggono dalla luce, come i lombrichi o gli animali che vivono nelle grotte. Ci sono invece altri animali che sono attratti dalla luce e si dirigono verso di essa: è il modo con cui certi pesci abissali dotati di escrescenze luminose attraggono le loro prede nell'oscurità dei fondali marini.

Il caso degli insetti notturni attratti dalle fonti luminose umane rientra in questi fenomeni, ma paradossalmente abbiamo alcune difficoltà a capire del tutto quello che si verifica.
Per tanto tempo la spiegazione principale è stata legata all'orientamento. Gli animali notturni usano luna e stelle come riferimenti nei loro spostamenti. Ma luna e stelle sono molto lontane e questo comporta che la loro luce colpisce l'animale sempre da una sola parte del corpo.
Per milioni di anni la storia è andata avanti in questo modo, fino a quando l'uomo ha introdotto le sue luci artificiali che vengono scambiate per quelle naturali, ma sono più intense perché molto vicine.

Ed è proprio la vicinanza a creare il problema, perché una fonte così vicina non colpisce una sola parte del corpo e così gli animali cominciano a roteare su loro stessi per cercare di ritornare alla condizione naturale, ma sempre più confusi si avvicinano alle luci fino a scontrarsi e anche morire.

Questa come dicevo è la spiegazione canonica, ma oggi abbiamo un po' di dubbi perché non tutti gli insetti notturni sono attratti nello stesso modo: alcune fonti attraggono più di altre e non tutte le lunghezze d'onda hanno lo stesso effetto. Insomma, ci sono studiosi che stanno cercando di comprendere meglio il fenomeno che, è il caso di dirlo, ha ancora dei lati oscuri!

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