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Rinnovabili: comitati, 'non c'è più tempo. Subito sospensione'

Rinnovabili: comitati, 'non c'è più tempo. Subito sospensione'

'Utilizziamo lo Statuto e l'autonomia nei confronti del governo'

CAGLIARI, 06 giugno 2024, 13:46

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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"Occorre fare in fretta, molto in fretta: chiediamo al Consiglio regionale di non perdere più tempo, di utilizzare le norme che sono previste nel regolamento e saltare a piè pari le audizioni in Commissione per arrivare direttamente in Aula". Nessun dubbio per i comitati sardi contro l'assalto delle multinazionali dell'energia, che stamattina sono riuniti in sit-in sotto il palazzo del Consiglio regionale, dove si svolgono oggi le audizioni sul disegno di legge della giunta di sospensione per 18 mesi della realizzazione di mega impianti sull'Isola.

"Di fronte all'accelerata che ha fatto il Governo noi stiamo ancora lì a perdere tempo ulteriore - sottolinea Marco Pau, uno dei portavoce, prima di essere ascoltato dai consiglieri regionali -. La nostra autonomia qui è sotto scacco". Per i comitati la norma da approvare "deve avere effetti immediati, deve partire dall'analisi del fabbisogno della Sardegna, non dalle imposizioni del ministero - aggiunge Pau -, secondo noi si deve subito mentre mano al piano energetico regionale fermo da anni, stabiliamo quali sono i limiti, lo aggiorniamo e su quello costruiamo le nostre proposte".

Non solo, la linea è anche quella di agire facendo leva sul livello costituzionale: "Utilizziamo il nostro Statuto - aggiunge il portavoce - accanto alla competenza primaria della Sardegna in termini di urbanistica e all'aspetto del piano paesaggistico, rafforziamo utilizzando tutti gli altri articoli dello Statuto". 

Gli ambientalisti del Grig, 'la moratoria deve essere nazionale'

Gli ambientalisti contro il disegno di legge di sospensione per 18 mesi degli impianti da energie rinnovabili sul territorio sardo, due le ragioni: "Se approvato così come è stato scritto, sarà sicuramente impugnato dal governo e inoltre il problema è nazionale e serve, semmai, una moratoria a livello italiano".
Lo sostiene, a nome del Gruppo di intervento giuridico, Stefano Deliperi, atteso in audizione nelle commissioni Urbanistica e Industria del Consiglio regionale, insieme ai referenti delle altre associazioni ecologiste. "Se approvato così andrà incontro a un'impugnativa davanti alla Corte Costituzionale e sicuramente l'esito è abbastanza scontato - prevede Deliperi - perché c'è una giurisprudenza univoca nel corso degli ultimi anni, per cui le moratorie temporanee o prolungate da parte delle regioni, non sono consentite".
Per gli ambientalisti del Grig, inoltre, serve una "pianificazione seria a livello nazionale: sia lo Stato a assegnare tramite bandi le aree dove andare a effettuare effettivamente la produzione di energia da fonte rinnovabile", precisa sottolineando che ora una moratoria nazionale sarebbe molto più veloce "di un'approvazione del completamento del piano paesaggistico per cui ci vorrebbero anni, non mesi, ed eviterebbe il contenzioso davanti alla Corte Costituzionale".
Per gli ambientalisti "non ha senso produrre folli quantitativi di energia se non per venire incontro agli interessi della speculazione energetica - spiega Deliperi -.
Perché sarà energia che non potremmo consumare, non potremmo conservare, e non potremmo portare dalla Sardegna alla penisola, perché i quantitativi sono enormi". 

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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