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18 femminicidi in 5 anni, in piazza per dire basta

In occasione del 25 novembre iniziative in tutta la Sardegna

DI STEFANO AMBU

L'ultimo caso della lunga lista nera a Capoterra: Slobodanka Metusev, 48 anni, è morta dopo essere stata colpita da 18 coltellate inferte dal compagno Stevan Sajn, 50 anni, nella casa di accoglienza che ospitava la coppia da circa un mese e mezzo. Capoterra oggi, nella Giornata internazionale contro la violenaza sulle donne, marcerà per lei dalla piazza del Municipio per arrivare sino a piazza Liori. Nel corteo anche i ragazzi delle scuole.

Slobodanka è solo l'ultima delle 18 vittime di femminicidio negli ultimi cinque anni in Sardegna. Un terzo (33%) sono straniere. Gli autori di reato in 13 casi sono stati partner o ex partner, negli altri 5 parenti. Circa il 40% dei femminicidi è avvenuto nei comuni della Città Metropolitana di Cagliari.

Nell'area intorno al capoluogo le vittime sono state sette. Poi sei a Sassari, due a Oristano, due nel Sud Sardegna e una a Nuoro, per un totale di 18. Secondo i dati dell'Istat, nel primo trimestre di quest'anno si sono registrate 194 chiamate al numero di pubblica utilità contro violenza e stalking, il 1522, 128 sono arrivate da Cagliari, 8 da Carbonia-Iglesias, 4 dal Medio Campidano, 6 da Oristano, 16 da Nuoro, nessuna dall'Ogliastra, 24 da Sassari e 8 da Olbia Tempio. E sempre secondo l'Istat, i dati dicono che le richieste d'aiuto arrivate al numero 1522, dal 2018 fino al 2021, sono aumentate passando da 578 a 710.

Si può fare prevenzione e uscire dal tunnel? Le iniziative ci sono, ma a volte i soldi non sono sufficienti. Dal 2018 solo 59 donne in uscita da centri antiviolenza e case rifugio hanno ricevuto in Sardegna il reddito di libertà, misura di sostegno per consentire una vita autonoma lontano dal pericolo. Troppo poche, secondo quanto denuncia ActionAid con il report Diritti in bilico: 2,7 milioni di euro stanziati dalla Regione - avverte l'organizzazione - sono insufficienti a coprire le richieste. La Sardegna è stata la prima regione ad adottare nel 2018 una misura di sostegno al reddito rivolta proprio a donne in fuoriuscita dalla violenza con un sussidio mensile di 780 euro (anche superiore ad esempio quando ci sono di mezzo minori o disabili). Nel periodo 2018-2022, 108 donne nell'Isola hanno presentato domanda per la misura, solo 59 ne hanno beneficiato.

Le attuali discriminazioni uomo-donna, avverte la Cisl, sul lavoro ricadono anche sui pensionati: le donne rappresentano il 52% del totale, ma gli uomini percepiscono il 56% dei redditi pensionistici. Il messaggio di Confartigianato Imprese Sardegna: "Agire culturalmente anche nei luoghi di lavoro dove molte donne scontano ancora spregevoli pregiudizi".

Tante le iniziative per la giornata di oggi: molti comuni, da Sassari a Quartu Sant'Elena, da Fonni e Silanus coloreranno di rosso i Municipi, stessa illuminazione per luoghi noti come il complesso nuragico di Santa Sabina e i murales ma anche per le sedi istituzionali, come il Palazzo del Consiglio regionale in via Roma a Cagliari. A Sassari in programma una riunione solenne del Consiglio comunale. A Cagliari previsti un flash mob sulla scalinata di Bonaria e una iniziativa della Polizia di Stato in piazza Garibaldi. Si moltiplicano poi le installazioni di panchine rosse, diventate il simbolo del No alla violenza di genere.

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