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Cabras, le case di una volta nella strada per lo stagno

Studenti-architetti di Torino e abitanti rifaranno le facciate

di Stefano Ambu

Dal paese allo stagno una passeggiata tra le case in terra cruda. Riportate alla bellezza di una volta con i colori pastello ottenuti dall'utilizzo di grassello di calce, terra e ossidi. A sistemare le facciate della strada che da Cabras porta allo specchio d'acqua appena fuori dal paese ci penseranno gli abitanti e gli studenti del Collegio di Architettura del Politecnico di Torino. Lezione-azione: lavoreranno e impareranno guidati dall'architetto green Luciano Pia. È il progetto, ideato dall'associazione SinisTerrae per la valorizzazione dell'ospitalità tipica. Inizierà il prossimo 3 dicembre con un workshop internazionale e un'azione collettiva che vedrà coinvolti abitanti di Cabras e studenti, la prima parte di Save the traditional Cabras.

 L'intervento riguarderà via Cesare Battisti, una delle strade che collegano il centro allo stagno. A progettare e dirigere i lavori, l'architetto torinese Luciano Pia, noto per il condominio "25 verde" di Torino. Coinvolti anche i paesaggisti Italo Vacca e Leo Minniti. Il workshop prevede che i partecipanti realizzino in sei giorni, insieme agli abitanti proprietari delle facciate, azioni di consolidamento strutturale, ripristini, intonaci, finitura e decorazioni della parte esterna delle abitazioni.

La via sarà poi completata nella prima fase, con un primo allestimento esterno, piantumazione e sistemazioni a verde, con pavimentazioni viaria "green" e arredi urbani. "Cabras ha una dimensione ideale che ben si presta al recupero identitario degli spazi pubblici vitali - spiega Pia - come nel villaggio di un tempo, dove la comunità si ritrova e si riconosce nei luoghi che sentono propri. Per questa attività andremo a utilizzare materiali km 0, conformi ai criteri della bioarchitettura e naturali quali, canne, terra, calce e legname locale, che garantiscono un basso impatto ambientale e di emissione CO2, oltre che una riduzione del consumo di energia per la loro produzione e manutenzione. Nell'allestimento del verde, oltre ad arredare ed abbellire, andremo a termoregolare la temperatura esterna della via riducendo l'isola di calore urbano e ad idroregolare lo spazio urbano in modo naturale, senza necessità di attrezzature impiantistiche".

I workshop didattici si svolgeranno ogni giorno dal 3 all'8 dicembre e vedranno alternarsi interventi dalle università internazionali e nazionali di architettura, ingegneria, turismo e storia come: lo SJTU, lo Shanghai Jiao Tong University; il Politecnico di Torino (Collegio di Architettura); l'Università degli studi di Sassari (con il DADU, dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica e il DISSUF, dipartimento di Storia, Scienze dell'Uomo e della Formazione); l'Università degli studi di Cagliari (DICAAR, Dipartimento di Ingegneria civile, Ambientale e Architettura) e il Consorzio UNO - L'Università a Oristano (Economia e Gestione dei sistemi turistici).

Con il contributo dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna e quella delle province di Sassari e Nuoro. Nella seconda fase di Save the Traditional Cabras, dall'11 al 17 aprile, il progetto prevede il montaggio di una pergola in canne per tutta l'estensione della via e la messa a dimora stabile del verde pubblico di arredo ad opera dei paesaggisti. 

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