Sardegna

Omicidio nel Nuorese, ucciso allevatore di 67 anni

Delitto a Noragugume, paese segnato da una sanguinosa faida

Nuovo omicidio nel Nuorese a pochi giorni da quello commesso a Orune. Il delitto è avvenuto nelle campagne di Noragugume, paese noto in Sardegna per la sanguinosa faida.  La vittima, Luigi Cherchi, allevatore di 67 anni, è stato freddato dagli assassini nel suo terreno di campagna, lungo la strada provinciale 33 che porta da Noragugume a Ottana.

Cherchi appartiene a una famiglia coinvolta nella sanguinosa faida iniziata nel paese del centro Sardegna alla fine degli anni 90, anni in cui sono rimasti uccisi due suoi fratelli, Giuseppe e Salvatore. Giulio, un altro fratello di Luigi Cherchi, era stato condannato per un omicidio sempre nell'ambito della lunga scia di crimini che ha insanguinato il piccolo paese di appena 300 anime.

Sul posto sono arrivati i Carabinieri della Compagnia di Ottana e i colleghi del Reparto operativo di Nuoro, con il magistrato di turno della Procura di Oristano.

SINDACA, CROLLATO IL MONDO ADDOSSO - "La notizia mi è arrivata mentre ero in riunione a Sassari per parlare dei bei progetti per questo paese e devo dire che mi è crollato il mondo addosso". Così all'ANSA la sindaca di Noragugume, Rita Zaru, commenta a caldo l'ennesimo omicidio della lunga faida del paese del centro Sardegna. "Ma ci dobbiamo rialzare, per questo mi sento di chiamare tutta la comunità a un gesto di responsabilità e serietà: diamoci da fare in fretta, proseguiamo nei nostri progetti per il paese. A chi ci guarda dall'esterno dico: per favore non identificateci con la faida, Noragugume - prosegue la prima cittadina - è un paese piccolissimo ma è una comunità ospitale piena di gente laboriosa e onesta che merita di cancellare in fretta un passato nel quale il paese non si riconosce". Quanto all'allevatore ucciso, "sono molto dispiaciuta - afferma Rita Zaru - la fine tragica di una vita merita rispetto. Luigi Cherchi era un uomo abbastanza ritirato e una persona mite, credo che stesse andando di rado in campagna, lo si vedeva poco in giro. Spero che i responsabili vengano identificati al più presto perché questa catena si interrompa".

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