Sardegna

Dieci aziende sarde insieme in difesa di mare e ambiente

Riciclano e non inquinano, via a progetto Blue community

DI STEFANO AMBU

Una comunità blu, ma la filosofia è verde. Il primo colore è quello del mare perché il progetto nasce da Medsea, fondazione impegnata nella tutela degli ecosistemi marino costieri. E perché le aziende coinvolte si "muovono" sull'acqua. Il secondo è invece il colore dell'ambiente. Tutte le imprese coinvolte hanno un codice etico green. Nasce in Sardegna Blue community, primo network in Italia che mette insieme dieci aziende che pensano alla salvaguardia del mare e dell'ambiente.

La presentazione ufficiale a Blue waves, primo evento di riferimento per le imprese che scelgono di abbinare economia ed ecologia. Ospite testimonial Francesca Santoro, oceanografa dell'Unesco e coordinatrice delle iniziative italiane del Decennio delle scienze del mare per lo sviluppo sostenibile. Presenti anche Marta Maggetti, l'atleta cagliaritana che rappresenterà l'Italia alle prossime Olimpiadi di Tokyo nella categoria windsurf RS:X., e Sofia Bonicalza, campionessa di atletica leggera. Per alcune aziende sarde la svolta green non è recente. "I cambiamenti climatici negli anni '90 sembravano un fenomeno lontano - racconta Elisabetta Falchi, proprietaria di sesta generazione dell'azienda agricola Falchi - Poi è arrivata la siccità e abbiamo assistito all'inaridimento della nostra terra e allo stallo della produzione. E' stata questa l'occasione per riflettere e per vedere le cose in prospettiva: oggi lavoriamo nel rispetto della terra, dell'acqua e delle specie animali e vegetali che le popolano".

Ci vuole "transizione culturale aziendale - sottolinea Carlo Ferrari, dell'azienda agricola risicola iFerrari - È necessario formare dipendenti e collaboratori se si vuole che sposino un progetto di lungo respiro, convincere loro, e noi stessi, che l'obiettivo non è più aumentare i quintali prodotti per ettaro, ma rendere l'azienda sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale". Laboratorio in corso di Nieddittas, azienda sarda leader nella mitilicoltura che attraverso il riutilizzo delle plastiche delle retine punta a creare degli oggetti di ecodesign per l'arredo urbano nell'ambito del progetto Blue Lab di Medsea. Immancabile la presenza di Edizero Architecture for peace di Guspini, specializzata nella produzione di biomateriali ad alta funzionalità tecnologica che trasforma gli scarti delle materie prime come la lana, sughero o canapa in materiali di bioedilizia.

A Cagliari, Sailover, sul modello Uber, sta espandendo la sua flotta di barche a vela a noleggio, a bassissimo consumo (meno di un litro a viaggio) per mettere in connessioni skipper e turisti che vogliono fare una gita in barca anche solo per poche ore. "In questo modo mettiamo in movimento un parco barche in Italia fermo e sottoutilizzato", spiega Riccardo Cao, architetto e Ceo di Sailover. Ad Alghero, Alterego surfboards, che produce tecnologie sportive a impatto zero (per esempio tavole da surf in materiale 100% compostabile), ha vinto il riconoscimento internazionale Ispo Brandnew 2021 e sta sperimentando nel 3D con la facoltà di Architettura dell'Università di Cagliari.

Nell'ecoturismo, due realtà dell'accoglienza, l'Hotel Nascar a Santa Maria Navarrese e la Dimora diffusa Aquae Sinis a Cabras sono impegnate nell'efficientamento energetico ed idrico, nell'approvvigionamento a filiera corta e nel recupero dell'architettura ed edilizia tradizionale. L'Isola ispira professionisti di ritorno, come nel caso di Luisa Camoglio, dottoressa sarda in Olanda, che è tornata a casa per mettere su un'azienda vitivinicola biologica a Sant'Antioco, "la Casa di Sophia". Vania Statzu, vicepresidente di Medsea, ricorda che "alcuni indicatori, come quello sulla raccolta differenziata che vede la Sardegna, secondo gli ultimi dati Ispra del 2019, seconda in Italia solo al Veneto (73% di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani), suggeriscono che la direzione intrapresa è quella giusta".

Una scommessa, forse già una garanzia. "La Sardegna - dice Alessio Satta, presidente della Fondazione Medsea - offre tante possibilità per sperimentare modelli economici circolari e sostenibili che sfruttino a pieno il grande patrimonio naturale che abbiamo ereditato per riconsegnarlo alle future generazione ancora più bello e preservato".
   

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