Covid: Sardegna zona bianca dal primo giugno

No al coprifuoco, sì mascherine e distanziamento

Salgono a 56.216 casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza: nell'ultimo aggiornamento dell'Unità di crisi regionale sono stati rilevati 61 nuovi contagi. In totale sono stati eseguiti 1.251.222 tamponi, di cui 2.257 nelle ultime 24 ore con un tasso di positività del 2,7%. Si registra anche un nuovo decesso (1.438 in tutto). Sono, invece, 205 (-6) le persone attualmente ricoverate in ospedale in reparti non intensivi, 40 (+1) i pazienti in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 13.749 e i guariti sono complessivamente 40.778 (+301), mentre le persone dichiarate guarite clinicamente nell'Isola sono attualmente 6. Sul territorio, dei 56.216 casi positivi complessivamente accertati, 14.681 (+14) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 8.553 (+22) nel Sud Sardegna, 5.102 (+12) a Oristano, 10.806 (+7) a Nuoro, 17.059 (+6) a Sassari.

L'ISOLA PRONTA PER LA ZONA BIANCA - Dall'1 giugno Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Molise saranno zona bianca. E, con questo trend di contagi, dal 7 giugno anche Abruzzo, Veneto e Liguria entreranno in zona bianca. In queste Regioni valgono solo le regole di comportamento (mascherina, distanziamenti) e non c'è coprifuoco. Ma gli italiani, in generale, diranno addio al coprifuoco con il solstizio d'estate, il 21 giugno; ma già dalle prossime ore potranno cenare fuori o circolare liberamente fino alle 23 e dal 7 giugno rientrare a casa entro mezzanotte o anche più tardi, se la regione in cui vivono o sono in vacanza avrà dati da zona bianca. Da lunedì potremo anche andare di nuovo in palestra e dalla metà di giugno le coppie potranno tornare a festeggiare i matrimoni. Ma di tornare a ballare, per il momento, non se ne parla: le discoteche rimarranno chiuse, unico settore che non ha una data per ripartire.

Si riapre, ma con gradualità e prudenza; poco alla volta per vedere gli effetti sulla curva del virus e per capire quali sono le attività che incidono di più sull'aumento dei contagi. Fonti di governo sottolineano che le scelte sono arrivate all'unanimità ma se il ministro della Salute Roberto Speranza fa trapelare la sua soddisfazione per il "percorso graduale" adottato nelle riaperture, Enrico Letta parla di "linea giusta" poiché la ripartenza deve essere "irreversibile" e il capodelegazione grillino Stefano Patuanelli sottolinea "l'intesa totale", il silenzio di Forza Italia e le presa di posizione della Lega fanno capire come il centrodestra si aspettasse di più. "Serve più coraggio" dicono dal partito di Matteo Salvini annunciando la battaglia da cavalcare nei prossimi giorni: l'anticipo delle riaperture per le piscine, i matrimoni e le discoteche.

La road map è comunque definita e prevede alcune novità e diverse conferme rispetto al decreto in vigore fino ad oggi. Detto del cronoprogramma che porterà all'inizio dell'estate alla cancellazione del coprifuoco, Draghi ha scelto di anticipare l'apertura delle palestre, dal 1 giugno al 24 maggio, e dei parchi tematici, dal 1 luglio al 15 giugno mentre resta fissata al 1 giugno la ripartenza di bar e ristoranti al chiuso: ma rispetto al vecchio decreto potranno farlo anche a cena. Già questo sabato, invece, riapriranno i centri commerciali nei fine settimana, con il governo che ha fissato anche la data per il settore dei matrimoni: dal 15 giugno si potranno organizzare i banchetti di nozze, anche se con una serie di limitazioni. Il numero degli invitati per gli eventi all'aperto e al chiuso dovrà essere stabilito dal Comitato tecnico scientifico e tutti i partecipanti dovranno avere il 'green pass', vale a dire o il certificato di vaccinazione, o quello di avvenuta guarigione o un tampone negativo effettuato nelle 48 precedenti.

Si tratta del primo settore che sperimenta il pass già in vigore per spostarsi tra le zone di diverso colore ed è probabile che più si andrà avanti con le vaccinazioni e più verrà esteso ad altre attività, a partire da convegni e congressi che, in caso, partirebbero dal 15 giugno e non dal 1 luglio. Il governo sta inoltre valutando la possibilità di estenderne la validità a 9 mesi dai sei attuali. L'altra decisione importante che è arrivata dalla cabina di regia, dopo il lavoro dei tecnici, è il cambio dei parametri del monitoraggio con il quale vengono stabiliti i colori delle Regioni. L'Rt, l'indice di diffusione del contagio, non sarà più determinante: conteranno il tasso di occupazione di terapie intensive e reparti ordinari (l'Rt ospedaliero, che nell'ultimo monitoraggio era a 0,78) e l'incidenza dei casi. Con 250 ogni 100mila abitanti si va in zona rossa, con 150-250 in arancione e con 50-150 in giallo. Con meno di 50 casi per 3 settimane consecutive e un rischio basso si va invece in bianco.
   

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