Pressing sindaci-Geoparco per riapertura siti archeologici

Con ripresa attività in 15 luoghi lavoro a 180 persone

Proteste dal Sulcis per la chiusura dei cantieri archeologici di Sirai e Seruci. Ma il discorso si allarga a quindici siti in grado di rimettere al lavoro circa centottanta operatori. Comuni e Parco Geominerario insieme nella lotta. E ora si è aperto uno spiraglio. "Abbiamo avviato i contatti con l'assessorato regionale al Lavoro. E presto saremo ricevuti per trovare una soluzione", annuncia il commissario del Geoparco Tarcisio Agus.

Il rilancio passa per un bando secondo Agus da rivedere. "Ci chiediamo che differenza ci sia, almeno in termini di operatività, tra lo sfalcio d'erba e la pulizia e scavo in un sito archeologico", si legge nella lettera inviata alla Regione. Una chiusura, quella dei siti, che contrasta con la grande campagna, appoggiata anche dalla Regione per l'inserimento della civiltà nuragica nella lista del Patrimonio Unesco.

La sindaca di Carbonia, Paola Massidda, si era fatta sentire subito, all'indomani dello stop a Sirai e Seruci, con un lungo post sui social. "Cantieri che in oltre 20 anni hanno restituito ricchezza in termini di lavoro e ricerca scientifica - aveva protestato la prima cittadina - hanno dato lustro e ritorno di immagine nella promozione del Sulcis, che nell'ottica del turismo sostenibile è diventato meta di viaggi culturali di qualità".

Nella "trattativa" con la Regione si fa riferimento ad Arenas a Fluminimaggiore, Corti Beccia a Ballao, Su Suergiu a Villassalto, Sos Enattos a Lula, Funtana Raminosa a Gadoni, la laveria Sanna a Montevecchio, l'Argentiera a Sassari. È ancora: Pranu Marteddu a Goni, Su Nuraxi e Turriga ad Armungia, Tomba dei giganti di San Cosimo a Gonnosfanadiga, Necropoli a Sant'Antioco, Funtana Coperta a Ballao, Pozzo Sacro a Silius, Neapolis a Guspini, Santu Jacci a San Nicolò Gerrei, nuraghe Dom'é s'orku a Domusnovas.

A viale Trento viene fatto inoltre presente che il Parco Geominerario, in collaborazione con i Comuni, da tempo promuove la ricerca con interventi in atto sul sito mesolitico di Domu de S'Orku, nel territorio di Arbus, e a Nuxis, presso la miniera di Sa Marchesa nel sito Sacquacadda.

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