Calcio: Cagliari terzultimo, è caccia ai rinforzi

Nel mirino Pulgar e Asamoah dopo 6/a sconfitta di fila

Sesta sconfitta consecutiva per il Cagliari: non succedeva dai tempi dell'ultima retrocessione in serie B con Zeman, Zola, ancora Zeman e infine Festa.

I rossoblù sono terzultimi a 14 punti insieme al Torino. A distanza di quattro punti dal terzetto Genoa-Spezia-Udinese. Una situazione inimmaginabile alla vigilia del campionato. Ma la società ha deciso: Di Francesco confermato e con il contratto rinnovato sino al 2023. Non è un'eccezione nella storia del Cagliari: Arturo Silvestri rimase alla guida della squadra ultima nel giro di andata nel 1964-65. E il club tenne Claudio Ranieri in panchina nel 1990-91 con il Cagliari in piena zona retrocessione. L'ultimo caso è quello di Massimiliano Allegri: cinque sconfitte consecutive a iniziò campionato, poi il primo pareggio con il Milan. E da lì ripartirono la risalita dei rossoblu e decolló la carriera del mister che poi approdó a Milan e Juventus.

Giulini evidentemente convinto della sua scelta iniziale. Ma forse alla base della sua decisione c'è il fatto che per lui - e lo stesso dice Di Francesco - c'è sempre pieno accordo tra squadra e tecnico. E allora caccia ai rinforzi per provare a colmare le lacune di un organico che sembra ancora incompleto: trattative per l'ex Udinese, Juve e Inter Asamoah, svincolato. E il regista preso di mira è Pulgar della Fiorentina. Tra le possibili cessioni anche quella di Pavoletti. Il mister ieri ha parlato di problemi alla schiena in settimana per spiegare il mancato utilizzo del bomber di Livorno. Ma è evidente che la concorrenza sta creando problemi sia a lui sia a Simeone.

I problemi del Cagliari sono però legati soprattutto alle condizioni fisiche di quelli che dovrebbero essere i suoi due trascinatori. L'uruguaiano, che sembra in ripresa, ha finora giocato solo nove partite su diciannove. Mentre il belga, arrivato a gennaio, non ha ancora "benzina" per giocare a pieno ritmo una partita intera: ieri è uscito sfinito proprio quando la squadra avrebbe avuto bisogno di lui. Problemi che, evidentemente, per Giulini e tecnico si possono risolvere.

Intanto la squadra chiude il girone di andata con tre vittorie, cinque pareggi e undici sconfitte. Preoccupano i numeri della difesa con 37 gol subiti, seconda retroguardia più battuta del torneo insieme a quella del Torino. Di Francesco ci crede: "Adesso dobbiamo guardare alla salvezza: questo è il nostro obiettivo e bisogna mentalizzarci su questo. I punti ottenuti non sono abbastanza, il cammino è lungo e occorre lavorare per rialzarci subito. Sento la fiducia della Società e l'unione del gruppo al suo interno e nei miei confronti: mettiamoci all'opera partendo dalle note positive e facendoci forza per fronteggiare quello che è un momento brutto per tutti".

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