Nucleare: sindaci sardi uniti per il No alle scorie

Assessore Lampis, valuteremo ogni possibile azione

Sindaci sardi insieme a Mandas per costruire un "fortino" contro il possibile assalto di scorie nucleari. E i primi cittadini dei Comuni indicati nella mappa dei possibili siti di stoccaggio c'erano tutti, da Siappiccia a Guasila. Quattordici i centri entrati nella Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi), elaborata dalla Sogin e approvata dai Ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente. "È stato ribadito un no - spiega Umberto Oppus, sindaco di Mandas - secco e motivato. Non a prescindere: non si riesce a capire perché lo Stato, che impone vincoli paesaggistici e archeologici, poi all'improvviso decida di sorvolare su questi vincoli che spesso ha giustamente imposto".
    Un diniego tecnico-logico, trasversale e storico. "È dal 2003 che la Sardegna - continua Oppus - cerca di far capire in tutti i modi di essere contraria. Non c'è poi corrispondenza tra indicazioni che giustificano la scelta e la realtà del territorio".
    Queste motivazioni sono finite in un documento che sarà portato anche all'attenzione dell'assemblea Anci in programma mercoledì 13 alla Fiera di Cagliari. Presenti all'ex convento di San Francesco anche il presidente regionale dell'Anci Emiliano Deiana, la parlamentare Pd Romina Mura e l'assessore regionale all'Ambiente Gianni Lampis.
    "Valuteremo ogni possibile azione, anche insieme agli amministratori locali, per contrastare questa ipotesi e porteremo la contrarietà di tutta la Sardegna nelle opportune occasioni istituzionali - ha detto Lampis - Se vogliamo che sia vincente dovrà essere una battaglia da affrontare tutti insieme, dagli enti locali alle associazioni, dagli ordini professionali alle istituzioni dei vari settori".

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