Covid: mappatura per ripartenza cultura a Cagliari

Per i prossimi bandi su teatro, danza e musica dal vivo

di Stefano Ambu

Teatro, cinema, danza, eventi dal vivo: anche a Cagliari il Covid ha tagliato spettacoli e posti di lavoro. Per questo, ipotizzando una ripartenza post coronavirus, il Comune di Cagliari ricomincia dalle basi.
    Con un semplice ragionamento: cultura bene immateriale, sì che, però, si può pesare. Anche per poter programmare meglio i bandi per i prossimi anni. Per questo l'amministrazione, in collaborazione con l'Università, ha avviato un'indagine sulla produzione culturale in città e sui suoi riflessi economici per il territorio.
    L'obiettivo è quello di riuscire ad avere, entro i prossimi quattro mesi, un quadro completo di quello che si fa a Cagliari.
    E censire tutte le realtà che lavorano in questo campo. "Credo ci siano poche ricerche come questa in Italia. Siamo partiti dalla mappatura - ha spiegato Marco Zurru, docente del Dipartimento di Scienze Sociali e delle Istituzioni - dell'universo delle realtà associative che producono cultura a Cagliari. Non è stato facile trovare dati di partenza perché abbiamo preso come punto di riferimento l'anagrafica di chi ha partecipato ai bandi di contributo, allargando poi lo sguardo alla ricerca di altre realtà che non hanno avuto accesso ai finanziamenti e che non vi hanno voluto accedere. Procederemo con una prima fase per indagare sulle varie aree somministrando un questionario per poi passare ad una seconda fase con dei "Focus group" per mettere a punto una visione di tipo qualitativo. Infine immaginiamo anche una terza fase con altri focus ai quali parteciperà anche l'assessorato".
    L'universo di riferimento è dato dai soggetti che, per il triennio 2017-2019, hanno beneficiato di contributi regionali, comunali, delle Fondazioni Bancarie finalizzati al sostegno delle attività di produzione, programmazione e promozione culturale. Partendo dalle anagrafiche di queste organizzazioni pubbliche e delle Fondazioni, si contatteranno i responsabili delle organizzazioni che hanno ricevuto finanziamenti per una intervista. Un team di ricercatori si occuperà della raccolta (se possibile, in presenza, altrimenti via telefonica o con l'apporto della piattaforma LimeSurvey) e della sistematizzazione in una banca-dati di tutte le informazioni per elaborate il "Rapporto sulla produzione culturale nella città di Cagliari e il loro peso economico per il territorio".
    Questa - spiega l'assessora comunale alla cultura Paola Piroddi - è una novità per Cagliari che per la prima volta sta avviando una ricerca che vede rafforzato il legame tra Comune e Università. Rappresenta per noi un passaggio fondamentale perché è necessario fare prima di ogni intervento, uno studio e una analisi della situazione. Al momento non c'è un quadro di riferimento all'interno del quale muoversi e per questo abbiamo deciso che prima di programmare, fosse necessario avere una situazione molto chiara. Come si può fare politica culturale senza sapere chi sono gli interlocutori?".

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