Alluvione a Bitti, paese si rialza ma si spala ancora fango

Al lavoro centinaia di uomini, strada cede sotto peso camion

Centinaia di uomini e quaranta mezzi continuano a spalare il fango e a liberare strade e abitazioni dalla melma e dai detriti che hanno sommerso Bitti e strappato alla vita tre anziani. Un lavoro incessante di ricostruzione, che a sei giorni dalla tragica alluvione del 28 novembre ha già restituito al paese le vie del centro storico dove si affacciano supermercati, edicole, tabaccherie e attività commerciali di ogni genere che cercano di ritornare ala normalità.

Vigili del fuoco, Protezione civile, militari, Agenzia Forestas e Corpo Forestale, più un esercito di volontari sono impegnati in una maratona di solidarietà e soccorso alla popolazione mai vista prima. Prezioso il supporto per la conta dei danni arrivati dai droni messi a disposizione dall'Ispettorato del Corpo forestale di Sassari con le verifiche dall'alto del centro abitato e delle campagne cirocostanti. "Per la prima volta in uno scenario operativo di protezione civile, i droni hanno consentito l'acquisizione in tempo reale di riprese messe a disposizione del Centro operativo comunale di Bitti -sottolineano i dirigenti della Forestale - I droni sono stati utili per la programmazione degli interventi del centro abitato e nelle aree rurali, in particolare per l'accertamento delle condizioni della viabilità".

Nel frattempo, i tecnici continuano a lavorare sulla verifica statica delle abitazioni: almeno 400 quelle danneggiate con 68 persone sfollate. Sorvegliate speciale le strade attraversate da canali tombati: nel pomeriggio in una queste, in via Salvemini, un camion è sprofondato in una voragine che si è aperta all'improvviso dopo il cedimento dell'asfalto, fortunatamente senza conseguenze per l'autista. E a distanza di giorni continuano ad emergere storie di salvataggi 'eroici'. Dopo l'edicolante aggrappato per ore a un ringhiera e tratto in salvo da due carabinieri, sono ancora gli uomini dell'Arma a raccontare un lieto fine: un invalido di 70 anni, rimasto bloccato nella sua abitazione, deve la vita al brigadiere Giorgio Pacifici e al carabiniere Mauro Toscano: sfidando la marea di fango, sono riusciti ad entrare nell'appartamento da una finestra e a raggiungere l'anziano quando l'acqua ormai stava inondando la casa.
   

ARRIVATA LA TASK FORCE DEL MINISTERO DELL'AMBIENTE - Una task force di ingegneri e geologi Sogesid si è trasferita a Bitti per assistere la comunità colpita dall'alluvione del 28 novembre. La decisione congiunta di Sogesid e del commissario straordinario per il contrasto al dissesto idrogeologico in Sardegna arriva su impulso del ministro dell'Ambiente Sergio Costa, che aveva raccolto nelle scorse ore la richiesta del sindaco Giuseppe Ciccolini di poter contare anche in questa fase emergenziale su personale tecnico della società "in house" del ministero. Un nucleo operativo di elevata capacità professionale, che già collabora con il commissario, sta coordinando le attività da svolgere in emergenza con quelle progettuali di prossimo avvio per la definitiva messa in sicurezza dell'abitato. Ingegneri e geologi Sogesid hanno già partecipato alle prime riunioni operative, per definire le opere di somma urgenza necessarie a rimediare ai danni dell'alluvione.

BELLOI COMMISSARIO - Il Capo del Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha firmato l'ordinanza che disciplina i primi interventi urgenti conseguenti agli eventi meteorologici che si sono verificati il 28 novembre nel territorio del comune di Bitti, in provincia di Nuoro. Il provvedimento, che fa seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza deliberato il 2 dicembre dal Consiglio dei Ministri, nomina Commissario delegato il dirigente generale della Protezione civile regionale Antonio Pasquale Belloi, che per l'espletamento delle attività potrà avvalersi delle strutture e degli uffici regionali, provinciali e comunali oltre che individuare soggetti attuatori che agiranno sulla base di specifiche direttive.

Il Commissario delegato, avvalendosi del sindaco, è autorizzato ad assegnare ai nuclei familiari la cui abitazione principale, abituale e continuativa sia stata distrutta in tutto o in parte, o sia stata sgomberata, un contributo di autonoma sistemazione (Cas), a decorrere dalla data indicata nel provvedimento di sgombero dell'immobile e fino al rientro nell'abitazione o finché non si sia provveduto ad altra sistemazione con carattere di stabilità e comunque non oltre la data di scadenza dello stato di emergenza. In particolare, il contributo può raggiungere un massimo di 900 euro mensili per i nuclei familiari composti da cinque o più unità.

Ai nuclei familiari composti da una sola unità sono assegnati 400 euro, a quelli di due unità 500 euro, a quelli di tre unità 700 euro, a quelli di quattro unità 800 euro. È possibile inoltre erogare ulteriori 200 euro mensili, anche in aggiunta al limite massimo, per ogni componente della famiglia di età superiore ai 65 anni o disabile con invalidità non inferiore al 67%. Per quanto riguarda la rimozione di materiali vegetali e detriti rocciosi da zone urbanizzate, alvei di fiumi o laghi e dai corsi d'acqua, il Commissario è autorizzato a cederli al comune territorialmente competente per interventi pubblici di ripristino conseguenti alla situazione generata dall'evento. Per l'espletamento dei primi interventi è a disposizione del Commissario delegato la somma di 2 milioni di euro, deliberata dal Consiglio dei Ministri del 28 novembre. Ulteriori fondi potranno essere stanziati dall'Esecutivo, dopo un'accurata quantificazione dei danni causati dalla violenta ondata di maltempo che ha colpito il comune sardo di Bitti.

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