Il 're della vodka' Tariko, "ho Olbia nel cuore"

Cittadinanza onoraria al tycoon russo in Gallura da 30 anni

"Essere finito a Olbia è una grande fortuna, era destino". Impossibile dargli torto se è vero, come racconta lui, che il logo della Russian Standard è un'illuminazione avuta mentre ammirava il cielo della Gallura dalla sua casa olbiese. Non che Roustam Tariko sino a quel lontano 1998 avesse difficoltà a sbarcare il lunario, ma immettere sul mercato quella che avrebbe dovuto sopperire all'assenza di un prodotto russo di fascia alta l'ha reso "il re mondiale della vodka".

La Russian Standard, la sua vodka, che si chiama così perché è prodotta secondo gli "standard della vodka imperiale" ideati dallo scienziato Dmitri Mendeleev nel 1894, è ancora oggi un prodotto da fascia premium, venduto ovunque ci sia qualcuno che per sé vuole solo il meglio, a ogni costo. Nato a Menzelinsk, in Russia, cittadinanza italiana, rampante tycoon e fondatore tra l'altro della Russian Standard Bank e della Russian Standard Corporation, circa 1 miliardo di dollari di patrimonio netto stimato nel 2018, da stasera Tariko è cittadino onorario di Olbia. Il sindaco Settimo Nizzi gli ha conferito a nome dell'aula consiliare e della città la più alta onorificenza che un Comune può riconoscere a chi, distinguendosi nell'economia, nell'arte, nella cultura, nella scienza, nello sport e nel sociale, dà lustro alla comunità in cui vive e ne sostiene le sorti.

"Questo momento inorgoglisce l'intera città", dice Nizzi all'aula consiliare. "Pur essendo un imprenditore di fama mondiale, Roustam Tariko ha scelto di vivere a Olbia e ha sempre mostrato attaccamento per la nostra comunità. Roustam è un cittadino del mondo che ha deciso di vivere qua, il conferimento della cittadinanza onoraria è un atto dovuto". Emozionato e compiaciuto, Roustam Tariko fa una promessa. "Continuerò a fare tanto per questa comunità alla quale oggi mi sento ancora più legato. Sono arrivato trent'anni fa e non ho mai lasciato questa terra, ci vivo con la mia famiglia, i miei bimbi, non penso mai di andare via. Quando sono andato via di casa c'era ancora l'Unione Sovietica, sono venuto qui su invito del mio amico Giordano Putzu, il primo a credere nelle mie idee, senza sapere dove mi avrebbero portato".
   

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