Turismo: rete Comuni costieri scommette sul bonus vacanze

Da Santa Teresa l'ok per dare liquidità a strutture ricettive

Una rete di Comuni costieri per facilitare i turisti che vogliono raggiungere la Sardegna ad utilizzare il bonus vacanze fino a 500 euro, dall'1 luglio al 31 dicembre, spendendolo facilmente nelle strutture ricettive dell'isola. È l'idea nata sull'esempio del Comune di Santa Teresa Gallura, che si è già attivato per far partire l'iniziativa e acquisire il credito d'imposta da alberghi, bed & breakfast, case vacanze e agriturismo in modo da dare subito liquidità alle strutture ricettive e alle imprese del settore.

Quanto attuato a Santa Teresa è piaciuto alla Consulta sarda degli assessori comunali del Turismo, riunitasi sulla piattaforma Go-To-Meeting, e pronta ora ad emularlo in tutta la Sardegna, creando una vero e proprio sistema. Il modus operandi per invogliare i turisti a spendere il bonus nell'Isola e rendere le cose più facili anche agli operatori turistici, lo spiega direttamente l'assessora di Santa Teresa, Stefania Taras: "Viste le difficoltà di liquidità degli operatori del settore ricettivo stiamo lavorando, e su questo c'è già una delibera di indirizzo approvata in Giunta, affinchè il nostro Comune si faccia carico del loro credito d'imposta in mondo da dargli immediata liquidità o scontando i crediti per il pagamento delle imposte o la tassa di soggiorno". "Apriremo poi uno sportello per i nostri cittadini - aggiunge l'assessora - utile a seguirli nella registrazione al sito dedicato per scaricare l'App e ottenere il bonus vacanze. E come noi potranno farlo tutti gli altri Comuni".

Dalla Consulta è arrivato quindi il via libera, con la proposta di un protocollo d'intesa tra tutti i Comuni aderenti per invitare i cittadini ad iscriversi nella piattaforma Go-To-Meeting per avere il bonus vacanze, usufruendo così anche di piccoli incentivi, quali biglietti gratuiti per musei, siti, parcheggi e altri servizi turistici. "In questo modo - chiarisce Stefania Taras - si darà un traino ai Comuni della rete movimentando uno scambio circolare e favorendo il turismo di prossimità e i flussi nella bassa stagione".

COME FUNZIONA IL BONUS- Il bonus vacanza è previsto dal decreto rilancio con somme rilevanti (2,4 miliardi di euro). Per ogni nucleo familiare l’importo riconoscibile è di 500 euro (almeno tre componenti) 300 euro per nuclei con almeno due componenti e 150 euro per nuclei con un solo componente. Nel caso di bonus classico dei 500 euro l’albergatore può tenerne 400 in pagamento diretto e la parte residua di 100 può essere usata dal turista per recuperare nella dichiarazione dei redditi. È un incentivo a perdere perché se non è utilizzato tra il 1 luglio e il 31 dicembre andrà perso in automatico. Requisito di base per il nucleo familiare è che non abbia un Isee superiore a 40.000 euro che rapportato alla Sardegna significa coprire gran parte delle famiglie residenti.

GLI ALBERGHI - L’intervento consente la creazione di una detrazione di imposta trasformata in credito di imposta cedibile anche a terzi per le prestazioni di carattere turistico-ricettive erogate tra luglio e dicembre. Il voucher può essere utilizzato in pagamento e a scomputo del conto dell’albergatore o gestore del bed & breakfast. Il turista può trasferire alla struttura ricettiva il credito di imposta attraverso il sito dell’agenzia delle entrate. A quel punto l’albergatore ha il credito d’imposta in pagamento di tutto o in parte dell’ospitalità che deve essere certificata con fattura o ricevuta.

CESSIONE CREDITO DELL'ALBERGATORE - Dal giorno successivo l’albergatore può utilizzare questo credito acquisito a sconto del suo incasso derivante dalla prestazione fornita o in compensazione delle proprie imposte o cedendolo a qualunque altro soggetto che può essere anche un proprio fornitore. Può cederlo anche a qualunque soggetto terzo anche non collegato all’albergatore e dunque anche a banche o intermediari finanziari.

PER I COMUNI - La cessione del credito può essere fatta dall’albergatore anche a un Comune. In questo caso i comuni (come vuole fare Santa Teresa) acquisiranno il credito d’imposta scontando la tassa di soggiorno o come crediti per il pagamento delle proprie imposte.

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