Sabbia cava per ripascimento alla Pelosa, "stop concessione"

Ecologisti del Grig chiedono decadenza dopo sequestro spiaggia

Gli ambientalisti chiedono al Comune di Stintino la decadenza della concessione demaniale marittima per la spiaggia del Gabbiano. La domanda è stata presentata dall'associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico (Grig) in seguito al sequestro preventivo da parte della stazione dei carabinieri di Stintino legato a lavori "di ripascimento con sabbia di ignota provenienza e accertata incompatibilità senza alcuna autorizzazione", questa l'accusa.
    "Oltre agli aspetti penali e amministrativi, che per legge dovranno portare al ripristino ambientale, in caso di violazioni di legge è prevista la decadenza della concessione in base all'accertamento delle condizioni di legge, secondo giurisprudenza costante", spiega il Grig. Della richiesta al Comune sono stati informati anche la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Sassari, la Capitaneria di Porto Torres e la stazione di Stintino dei carabinieri. Un'area di 256 metri quadri della spiaggia Il Gabbiano, la parte iniziale della Pelosa, era stata messa sotto sequestro perchè sarebbe stata usata sabbia di cava per ampliare il tratto della Pelosa, spiaggia-gioiello super protetta, destinato a ombrelloni e sdraio. Lavori straordinari per allestire la zona in occasione dell'apertura di stagione nell'emergenza Convid-19. A scoprire le tracce lasciate dai mezzi pesanti per ampliare la concessione, erano stati gli stessi carabinieri durante l'attività di perlustrazione del litorale.

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