Sardegna

Riaperture dall'11, più no che sì dai sindaci

Pesa la mappa incompleta su contagi comune per comune

Riaperture da lunedì 11 a macchia di leopardo nell'Isola. La mappa incompleta dei contagi comune per comune, fornita finora dalla Regione, ha convinto molti sindaci a non firmare le ordinanze per la ripartenza di negozi, parrucchieri e centri estetici nei loro territori. Tra gli amministratori che invece procedono spediti spicca il sindaco di Olbia, Settimo Nezzi, che ha autorizzato le aperture di tutte le attività commerciali in città.

OLBIA - Come già annunciato Olbia riapre tutti i negozi per i servizi alla persona, sulla base dell'ordinanza del governatore Christian Solinas. Da lunedì 11 maggio il sindaco, Settimo Nizzi, ha deciso di autorizzare le aperture di tutte le attività commerciali, compresi parrucchieri, estetisti enegozi di abbigliamento, calzature e gioiellerie. Nel pomeriggio il sindaco spiegherà i motivi della sua scelta, presa in linea con l'ordinanza del presidente della Regione ma in netta controtendenza con le decisioni che stanno assumendo quasi tutti i Comuni dell'isola. Il provvedimento firmato da Solinas, infatti, prevede che se l'indice Rt sia uguale o minore di 0,5, il sindaco può autorizzare prima del 17 maggio alcune riaperture anticipate rispetto al dpcm.

VILLASMIUS - Il sindaco di Villasimius, meta turistica del sud Sardegna, Gianluca Dessì, ha firmato le ordinanze che prevedono la riapertura, da lunedì 11 maggio, dei negozi di abbigliamento per bambini e adulti, ma anche le gioiellerie e i negozi di calzature e il riavvio di centri estetici, parrucchieri e barbieri. Gli esercenti e i titolari delle attività legate ai servizi alla persona dovranno rispettare una serie di regole, dal distanziamento sociale, all'accesso contingentato nelle varie attività, alla sanificazione dei locali, passando per l'uso delle mascherine e dei guanti. Per i servizi alla persona si lavorerà solo su appuntamento. Lunedì inizieranno anche i test sierologici sulla popolazione. "La riapertura non può essere posticipata ancora, al momento non registriamo casi di coronavirus - spiega - è necessario far ripartire il commercio locale e quelle poche attività impegnate nei servizi alla persone che si trovano nel nostro territorio".

CARLOFORTE - Carloforte da lunedì entra a pieno titolo nella Fase 2. Il sindaco, Salvatore Puggioni, infatti ha firmato le ordinanze che riaprono i negozi per la vendita al dettaglio come quelli di abbigliamento, calzature, profumerie, gioiellerie, articoli da regalo, vendita mobili e comunque tutti quelli inseriti nel Codice Ateco 47.1. Riaprono anche tutte le attività legate ai servizi alla persona come parrucchieri, estetisti e tatuatori. Tra le regole da seguire il distanziamento personale e il divieto di assembramento e, nei negozi, obbligo di mascherine e preferibilmente di guanti.

Ai titolari spetta poi la sanificazione dei negozi e dei prodotti, ma dovranno anche mettere a disposizione dei clienti igienizzatori delle mani. L'accesso alle attività di servizi alla persona sarà consentito solo su appuntamento e dopo ogni servizio le postazioni, le superfici, le attrezzature e gli strumenti utilizzati dovranno essere igienizzati. Resta vietata l'esecuzione di trattamenti che prevedano un contatto diretto con la bocca, le narici o a zona oculare e perioculare dei clienti. "La nostra isola non ha registrato alcun contagio - sottolinea Puggioni - pertanto siamo nelle condizioni di poter riaprire prestando sempre la massima attenzione e monitorando costantemente la situazione".

CARBONIA - "Si intravede la luce in fondo al tunnel per le nostre famiglie e per gli esercizi cittadini che negli ultimi due mesi hanno dovuto sospendere le proprie attività, patendo drasticamente l'emergenza sanitaria ed economico-sociale, ma che da lunedì potranno gradualmente ripartire, rispettando gli standard di sanità e sicurezza e adottando tutte le prescrizioni del caso". Così la prima cittadina di Carbonia, nel Sulcis, Paola Massidda, spiega le due ordinanze firmate con le quali dà l'ok alla riapertura, da lunedì e fino al 17 maggio, di parrucchieri, estetisti, tatuatori e degli esercizi commerciali per la vendita al dettaglio, come i negozi di abbigliamento. Tutti i negozianti dovranno far rispettare il distanziamento tra i clienti ed evitare gli assembramenti. Obbligo di mascherine per titolari dei negozi e per clienti, ai quali è consigliato anche l'uso dei guanti. I centri estetici e tutte le attività relative ai servizi alla persona lavoreranno su appuntamento. Tra le altre norme, per la protezione dei clienti, dovranno essere utilizzati solo teli, camici o asciugamani monouso.

IGLESIAS: Negozi e centri estetici ancora chiusi a Iglesias. Lo ha deciso il sindaco Mauro Usai dopo aver valutato la situazione ed essersi confrontato con il Prefetto di Cagliari, Bruno Corda e con l'Anci e con le parti sociali. "L'indice Rt di trasmissibilità dell'infezione risulta per il Comune di Iglesias 'non classificabile' e quindi non superiore o inferiore rispetto al tetto dello 0,5% - spiega il sindaco in una nota - L'assenza di protocolli di apertura chiari per gli esercizi commerciali e di linee guida da parte dell'Inail. E infine l'esigenza di attendere una settimana per acquisire protocolli e linee guida più chiare, al fine di tutelare sotto il profilo penale, civile e patrimoniale gli esercenti".

"Sono perfettamente consapevole che la scelta di non permettere un'apertura anticipata degli esercizi commerciali e dei servizi di cura alla persona sia impopolare - precisa Usai - ma è il momento di assumere decisioni per il bene della collettività, e soprattutto per permettere una piena ripartenza con regole certe e con protocolli chiari. Se così non fosse, rischieremo di provocare un ulteriore danno agli esercenti". Il sindaco aggiunge "alla data di oggi, sabato 9 maggio, nonostante l'ordinanza della Regione preveda espressamente la pubblicazione sul sito istituzionale della Regione, con cadenza giornaliera, a partire dal giorno 8 maggio 2020 del parametro dell'indice di trasmissibilità Rt rilevato per ciascun Comune della Sardegna, non sono stati ancora forniti dati che rafforzerebbero un eventuale provvedimento di riapertura delle attività commerciali. Nel caso dovessero arrivare prima della data di lunedì 18 maggio protocolli chiari per una riapertura, provvederò immediatamente ad emanare un'ordinanza che permetta la ripartenza delle attività commerciali e dei servizi alla persona".

SASSARI - Niente apertura anticipata dei negozi a Sassari. Anche sulla base dell'indice sul contagio, il sindaco Nanni Campus ha scelto la strada della prudenza. Così domani, almeno fino al 17 maggio, le serrande delle attività di abbigliamento, calzature, gioiellerie, profumerie, parrucchieri, saloni di bellezza, tatuatori resteranno abbassate. "Preso atto di quanto disposto all'art. 23 dell'ordinanza n.20 del 2 maggio 2020 adottata dal Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, con riferimento all'andamento della curva di diffusione del virus Sars Cov 2 in ambito comunale, restano chiusi i servizi alla persona, quali i saloni di parrucchieri, le attività di estetisti, tatuatori e simili. Analogamente dalla stessa data restano chiuse le attività commerciali di vendita di abbigliamento, calzature, gioiellerie, profumerie" ha scritto il sindaco di Sassari nella nuova ordinanza pubblicata oggi, dopo che l'indice Rt determinato a 0,96 per il capoluogo del nord Sardegna, ha di fatto escluso la possibilità di aperture anticipate degli esercizi commerciali.

PORTO TORRES - Prosegue a Porto Torres il lockdown per le attività sui servizi alla persona (dai parrucchieri ai negozi di abbigliamento) chiusi dall'inizio dell'emergenza. "Allo stato attuale deve vigere il principio di cautela e alla luce dei dati, assolutamente inconsistenti, calcolati e divulgati dalla Regione Sardegna, abbiamo scelto di aspettare le più affidabili linee guida nazionali", spiega il sindaco Sean Wheeler riferendosi all'indice Rt sui contagi che non è stato rilavato nella maggior parte dei Comuni dell'Isola e che sarebbe dovuto servire ai sindaci per dare il via libera ad alcune aperture anticipate. "Mi dispiace per quegli imprenditori che avevano riposto la fiducia nella vacua promessa del governatore - attacca Wheeler - ma Porto Torres è tra le città più colpite dal virus, anche ieri ha registrato un aumento dei positivi e quindi non può permettersi passi falsi. Credo che la giunta regionale abbia rimediato davvero una brutta figura. È evidente che con l'ordinanza numero 20, il presidente della Regione, oltre a essere andato contro le leggi nazionali e ogni principio di buon senso, ha commesso un grande errore".

ALGHERO - Come Sassari e Porto Torres, anche Alghero sceglie la linea della prudenza: nessuna riapertura anticipata dei negozi. Il sindaco, Mario Conoci, non ha autorizzato per lunedì 11 l'apertura delle attività commerciali previste dall'ordinanza regionale. Parrucchieri, estetisti, negozi di abbigliamento e calzature, e tutte le altre attività non essenziali dovranno tenere le saracinesche abbassate e pazientare almeno un'altra settimana. "Si rende necessario valutare ancora con attenzione la decisione sulle riaperture - spiega l'amministrazione - Alghero ha una situazione altamente confortante dal punto di vista sanitario, oggi il numero di contagi si è ridotto a soli 3 casi, ma è opportuno che vengano fatte ulteriori valutazioni anche su base territoriale, tenuto conto della situazione della vicina Sassari.

Capiamo che ci sia attesa, e che le attività economiche indicate nell'ordinanza regionale possano già prepararsi per la riapertura, ma oggi è nostro dovere fare una valutazione ulteriore per poterlo fare in sicurezza". "Questa valutazione - sottolinea il sindaco - è stata fatta insieme ai sindaci di Nuoro e Oristano, città con un numero di abitanti analogo a quello di Alghero, e dopo la decisione della città metropolitana di Cagliari di non riaprire lunedì e della impossibilità di apertura della città di Sassari. Con il sindaco di Nuoro Andrea Soddu e di Oristano Andrea Lutzu abbiamo ritenuto opportuno assumere una linea comune".

STINTINO - Si alla riapertura da domani di parrucchieri, barbieri e negozi di abbigliamento a Stintino. Lo ha deciso il sindaco Antonio Diana con una ordinanza firmata nella tarda serata di ieri. Si prevede la riapertura di attività legate ai servizi alla persona, come parrucchieri ed estetisti, in osservanza delle misure di prevenzione igienico-sanitaria e di sicurezza. Potranno ripartire anche negozi di abbigliamento, calzature, gioiellerie e profumerie, sempre nel rispetto del distanziamento personale e del divieto di assembramento. Dal parrucchiere e dall'estetista si entrerà uno alla volta e su appuntamento, a fine giornata lavorativa i locali saranno sanificati, mentre gli strumenti usati dovranno essere sempre igienizzati.

Cliente e operatore dovranno indossare i dispositivi di protezione individuali. Obbligo di mascherina per commerciante e acquirente anche nei negozi, dove dovranno esserci idonee soluzioni idroalcoliche per l'igienizzazione delle mani. Potranno entrare tanti clienti quanti sono gli addetti alla vendita, ma si dovrà stare comunque a distanza di 2 metri uno dall'altro. I locali andranno arieggiati e sanificati. Le attività che decidono di aprire devono comunicarlo al Comune, che deve programmare la sanificazione degli spazi pubblici intorno ai negozi operativi. A Stintino è già aperto il cimitero, dal 4 maggio, i parchi pubblici, dal 6, e l'area mercatale di Piazza dei 45, dal 7, ma solo per la vendita di alimentari e con solo cinque stalli autorizzati, così da garantire le distanze di sicurezza.

SENNORI - Sennori anticipa la riapertura delle attività commerciali peri servizi alla persona. Il sindaco, Nicola Sassu, ha autorizzato l'apertura da lunedì 11 maggio dei negozi di vendita al dettaglio di abbigliamento, calzature, gioiellerie e profumerie, nonché le attività di servizi alla persona quali saloni di parrucchieri, estetisti e tatuatori. Una decisione presa considerando che dall'inizio dell'emergenza coronavirus a Sennori sono stati registrati solo 9 casi di positività al virus, e di questi a oggi solo uno è ancora positivo.

CITTA' METROPOLITANA DI CAGLIARI - I sindaci della Città Metropolitana di Cagliari non emetteranno ordinanze volte a consentire la riapertura delle attività lunedì 11, in anticipo sul dpcm. La decisione è stata presa all'unanimità dai 17 sindaci dell'area metropolitana che, sostengono "pur avendo a cuore la sorte delle innumerevoli piccole imprese per le quali la riapertura è cruciale, nondimeno ritengono che questa decisione debba essere presa nella più totale sicurezza"."Tuttavia, sulla base dei dati comunicati dal presidente della Regione Autonoma della Sardegna - osservano i sindaci - i Comuni che presentano un indice di trasmissibilità Rt uguale o inferiore a 0,5 si adopereranno affinché tali attività, indicate nell'ordinanza regionale del 2 maggio scorso, possano tornare operative non appena possibile.

Come già concordato nell'ultima Conferenza metropolitana e come sottolineato nella lettera inviata al presidente delle Regione Christian Solinas il 5 maggio, i sindaci ribadiscono altresì la necessità di considerare la Città metropolitana di Cagliari come un unico territorio in cui consentire gli spostamenti intercomunali. I sindaci auspicano inoltre che il Governo centrale, assieme agli enti preposti, come l'Inail, definiscano al più presto i protocolli di sicurezza per la riapertura".

SANT'ANTIOCO - Via libera all'apertura degli esercizi commerciali di vendita di profumerie, gioiellerie, abbigliamento e calzature. No al riavvio anticipato delle attività inerenti servizi alla persona, saloni di parrucchieri ed estetisti. Il sindaco del Comune di Sant'Antioco Ignazio Locci ha firmato l'ordinanza con la quale si consente, da lunedì 11 maggio, l'aperturadi alcune attivtà di quelle previste dall'ordinanza della Regione. Tuttavia, il Comune di Sant'Antioco ha deciso, di comune accordo con gli operatori del settore dei servizi alla persona, di rimandare a nuova data il riavvio delle loro attività.

"È una decisione maturata insieme agli addetti interessati - commenta Locci - in assenza di linee guida era impensabile mandare allo sbaraglio i nostri professionisti. Per ora non siamo in grado di garantire i livelli di sicurezza essenziali per le professioni che presuppongono un contatto diretto tra individui. Mancano regole certe e uguali per tutti. Abbiamo discusso e ragionato a lungo, arrivando a una decisione certamente sofferta ma allo stesso tempo ponderata. Tengo a ringraziarli per la comprensione, perché in questo momento di forte difficoltà la voglia di rimettersi al lavoro è tanta ed è difficile continuare a stare con le mani in mano. Sono certo - conclude - che con la serietà dimostrata fino a oggi potremo presto ripartire".

ORISTANO - Niente aperture anticipate a Oristano. Lunedì le serrande degli operatori dei servizi alla persona restano abbassate. Parrucchieri, estetiste, tatuatori, dovranno attendere qualche giorno prima di ripartire. Lo ha deciso il sindaco Andrea Lutzu che sottolinea: "niente fughe in avanti. L'indice Rt di trasmissibilità a Oristano, come in altri comuni come Alghero, Nuoro è stato classificato dai dati resi noti dalla Regione non calcolabile a causa della bassa presenza di contagi riscontrati".

"D'accordo con i sindaci Mario Conoci (Alghero) e Andrea Soddu (Nuoro) abbiamo trovato unità d' intenti e deciso che l'assenza di questo parametro non ci permette di stabilire se nei nostri territori si possa aprire in sicurezza o meno, perché, di fatto, non conosciamo il livello di presenza del virus tra le nostre comunità - dice il sindaco - Nelle ultime 24 ore si sono registrati due nuovi casi, uno all'Ospedale San Martino e uno all'Istituto Santa Maria Bambina dove si sta procedendo a eseguire i tamponi al personale".

"È nostra intenzione far riaprire quanto prima, anche prima di quanto disposto dal DPCM del Presidente Conte, e quindi probabilmente anche prima del 18 maggio, ma questo potrà avvenire solo se le condizioni sanitarie lo consentiranno - conclude Lutzu - Per i servizi alla persona non esistono ancora tutte le condizioni perché si possa disporre un'apertura in sicurezza. È dura dover chiedere un ulteriore sacrificio a chi ormai da troppo tempo attende di ricominciare a produrre, ma rischiare un contrordine per una ripresa della diffusione della malattia sarebbe decisamente peggio".

NUORO - Riapertura incerta lunedì prossimo a Nuoro per le attività dei servizi alle persone, come parrucchieri, estetisti e tatuatori e i negozi di abbigliamento e di calzature. I motivi sono legati all'indice di contagio , che secondo l'ordinanza della Regione deve essere inferiore o pari a 0,5 per poter rialzare le serrande di queste attività. "Dobbiamo ancora aspettare qualche giorno - spiega all'ANSA il sindaco del capoluogo barbaricino Andrea Soddu - Dobbiamo chiarire alcuni aspetti legati all'indice di contagio che non c'è ancora e ai dispositivi da adottare. Tutto questo per tutelare al meglio sia il personale che lavora nelle attività produttive che i clienti e tutta la nostra comunità".

TORTOLI' - La possibilità di riapertura lunedì prossimo le attività dei servizi alle persone, come parrucchieri, estetisti e tatuatori, e dei negozi di abbigliamento e di calzature è concreta, ma il Comune di Tortolì deve ancora decidere. "Stiamo ancora valutando - spiega all'ANSA il sindaco della cittadina ogliastrina Massimo Cannas - Siamo in attesa che venga chiarito il significato di Rt (indice di contagio, ndr) definito dalla Regione 'non classificato' come nel nostro caso. Appena verrà chiarito questo aspetto possiamo procedere con le aperture. Non prima - conclude Cannas - Il nostro intento è quello di far rientrare al lavoro in sicurezza il personale delle attività produttive e i clienti da loro serviti".

MACOMER - La possibilità che a Macomer lunedì riaprano le attività dei servizi alle persone, come parrucchieri, estetisti e tatuatori e i negozi di abbigliamento e di calzature, sono ridotte al lumicino. I motivi li spiega il sindaco Antonio Onorato Succu che stamattina ha riunito il Coc in seguito al primo caso di positività al coronvaris di un operatore sanitario. "Siamo in gravissima difficoltà - dice all'ANSA Succu - Intanto perché l'indice Rt annunciato dalla Regione per questa città non ci è stato ancora fornito, poi perché siamo in attesa che l'Inail ci dia le linee guida per i dispositivi di protezione individuali e sanificazioni.

Non ultimo perché la nostra situazione è resa ancora più difficile dal nuovo positivo e dalla valutazioni di altri tamponi che ci devono fornire risultati entro qualche ora. Aprire con queste incertezze - conclude Succu - non credo sia possibile". Nei giorni scorsi il sindaco si era reso disponibile alla riapertura dopo il flash mob con i titolari dei saloni di bellezza, ama aveva chiarito che il tutto era subordinato all'indice di contagio che, secondo l'ordinanza regionale, deve essere uguale o minore a 0,5. 

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