Coronavirus: cinque casi di contagio al call center di Elmas

Il report dei sindacati, altri due attendono esiti del tampone

Cinque lavoratori positivi al tampone per il Covid19. Ma ci sono anche due operatori in attesa dei risultati del test. È questo il quadro, fornito dai delegati sindacali sulla base di quanto raccontato dai dipendenti, sui casi di contagio al call center Comdata di Elmas. Non tutti gli operatori coinvolti sono dipendenti dell'azienda: la struttura ospita anche personale in distacco.

Il lavoro all'interno dello stabile, spiega la delegata Uil Marianna Stara, è per il momento interrotto almeno sino a domenica. Le porte sono aperte solo per ritirare i computer e consentire ai dipendenti di continuare con il lavoro agile da casa propria. Inevitabilmente è scattata la quarantena per i compagni di turno dei contagiati che operavano nella stessa stanza. "In questa situazione non c'è che una soluzione: lo smart working", chiarisce la delegata Uil.

L'AZIENDA - Call center Comdata chiuso fino a quando non sarà interamente trascorso il periodo di quarantena stabilito dall'Autorità Sanitaria Locale. E in ogni caso, fino a quando non ci saranno esaustive garanzie di poter operare in condizioni di massima sicurezza per tutti i lavoratori. Lo ha deciso l'azienda in seguito alla scoperta della positività al tampone per il Covid-19 di cinque dipendenti (fra cui- spiega Comdata- uno assente dal 13 marzo 2020) e di verifiche in corso circa l'eventuale positività di altri dipendenti.

L'azienda annuncia di voler "potenziare ulteriormente" il piano di smart working di tutti i servizi svolti nella sede di Cagliari "per permettere il lavoro da remoto per il maggior numero possibile dei propri dipendenti". "Sin dall'inizio dell'emergenza sanitaria causata dal virus Covid-19 - si legge in una nota- in tutte le proprie sedi Comdata ha prontamente applicato le disposizioni ministeriali per garantire la sicurezza dei propri dipendenti nella prosecuzione, ove possibile, delle loro attività professionali".

Costituito da metà marzo un Comitato paritetico per l'applicazione e la verifica delle regole del "Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro". Nel corso delle passate settimane - conclude l'azienda - "sono inoltre state effettuate regolari sanificazioni di tutte le aree di lavoro, degli spazi comuni e sono state organizzate le attività implementando severe misure di prevenzione volte a ridurre la concentrazione del personale sulla sede, anche attraverso il ricorso al fondo d'integrazione salariale previsto per la gestione dell'emergenza".

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