Baradili,78 abitanti e aiuti per 720euro

Sindaco si attrezza,pizze e ravioli a domicilio ma anche essenze

A Baradili, provincia di Oristano, Comune più piccolo della Sardegna con 78 abitanti, sono arrivati 720 euro dal Governo. Il sindaco - online, ma anche con un bando vocale annunciato dalle trombe - spiegherà per le strade del paese che cosa si dovrà fare per avere i buoni spesa in arrivo da Roma. Ma in qualche modo l'amministrazione ci aveva già pensato prima. Facile intuire, quasi con una semplice occhiata, le esigenze degli abitanti del paesino che, pur essendo lontano dal mare, negli ultimi anni si era organizzato molto bene con iniziative (una piscina-parco acquatico) e attività (ci sono tre pizzerie e un pastificio) molto popolari non solo nell'immediato circondario.

Duegli obiettivi: far lavorare le imprese del posto e riempire la bocca (anche di sorrisi) dei suoi abitanti. E due le iniziative molto apprezzate dai residenti : una pizza gratis da asporto per tutti, offerta dal Comune. E, per pranzo, due confezioni di ravioli. Sempre acquistate dal Comune da un pastificio del paese e poi distribuite porta a porta.

"Non risolvono i problemi - spiega all'ANSA il sindaco Lino Zedda - ma ci sembrava un segno di vicinanza da dare alla comunità in questo difficile documento. E lo stesso discorso vale per i 720 euro del Governo: non sono tanti, ma rappresentano comunque un segnale importante. Risolveremo al più presto, già da domani, la procedura dell'assegnazione dei fondi: più o meno andranno a 4-5 famiglie, alcune già seguite, che hanno visto peggiorare la situazione economica a causa dell'emergenza sanitaria".

Ma i soldi non sono tutto: nella delibera dello scorso 17 maggio si parla sì di sostegno economico alle imprese ma anche di supporto morale alla popolazione. Non solo pizza e pasta, ma anche "fornitura di essenze vegetali e arboree per l'autoproduzione nel proprio domicilio". Insomma, piantine da curare. Per curare anche l'umore tra gli alti e bassi del bombardamenti di notizie sul coronavirus.   

15MILA POVERI A CAGLIARI, "SERVE ASSEGNO DI DIGNITA'" - Nel comune più grande della Sardegna, Cagliari, arriveranno 814mila euro per circa 170mila abitanti. "Ma noi eravamo già operativi grazie all'accordo con le associazioni di volontariato per la consegna di spese e pasti alle famiglie in affanno - spiega all'ANSA il sindaco Paolo Truzzu - Ora si tratta di stabilire i requisiti per l'assegnazione di questi fondi del governo. Faremo in fretta anche se ci sono alcuni problemi pratici da risolvere".

"Ad esempio dobbiamo escludere chi già percepiva degli aiuti - chiarisce il primo cittadino - E cercheremo di prestare attenzione a tutte quelle persone che lavoravano a giornata e che ora sono ferme. O a quelli, marito e moglie, che mettevano insieme seicento euro da una parte e settecento dall'altra e che improvvisamente non hanno più nulla e devono pagare affitto e bollette. Senza dimenticare i molti liberi professionisti che nelle ultime tre settimane non hanno lavorato". Ma secondo Truzzu, ci vuole qualcosa in più. "Serve, entro pochi giorni, una grande iniezione di liquidità e una sorta di assegno di dignità che può essere quantificato anche in 1.000 euro, a burocrazia zero, con un click, per tutti".

Quindicimila i poveri assistiti dalla Caritas a Cagliari nel 2019. Ma in tre settimane la situazione è nettamente peggiorata. "Al nostro emporio - racconta il responsabile don Marco Lai - vediamo il 50 per cento di facce nuove: persone che prima ce la facevano e ora non hanno più nulla da portare a casa". Escono dallo stabile di via Po con pasta, sugo, legumi, scatolame per tre quattro settimane. Sono soprattutto italiani: persone che lavoravano a giornata e che ora non possono pagare più bombola e bollette.

Poi ci sono le badanti e chi campava di elemosina. Aumentano anche gli ospiti senza tetto della Caritas: dall'inizio dell'emergenza accolti circa quaranta homeless che, con le nuove disposizioni, non potevano stare in strada. Molto da dare a chi ha bisogno. Ma per fortuna cresce la quantità di prodotti messi a disposizione attraverso accordi solidali con la grande distribuzione

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