Sardegna

da Nord a Sardegna, 11mila autodenunce

Primi dati caricati sulla piattaforma informatica della Regione

Da Santa Margherita di Pula a Carloforte, da Alghero a Castelsardo, da Arzachena a La Maddalena: da due settimane è un'invasione. C'è chi arriva anche in pullmino. Finestre spalancate, luci accese e aumento degli affari per i market: sono il segnale che la popolazione nelle più gettonate località di vacanza in Sardegna sta crescendo. Niente turismo di bassa stagione, è la fuga dalle zone più colpite dal coronavirus. Sono già 11mila le persone arrivate dal Nord - ma in mezzo ci sono anche i sardi in rientro dalla penisola - che si sono autodenunciate sulla piattaforma informatica predisposta dalla Regione per monitorare e controllare le aperture delle seconde case dell'Isola, prima in Italia per flussi turistici estivi. I numeri dicono che gli arrivi attuali, in alcuni centri costieri, sono paragonabili a quelli di luglio e agosto.

"Stiamo lavorando in fase transitoria - spiega il direttore generale della Protezione civile Antonio Belloi - in attesa della nuova ordinanza del presidente della Regione che si allinierà all'ultimo Dpcm. Da quel momento avremo una piattaforma online aggiornata. Cambierà anche il modulo per registrare la presenza, sarà molto più smart. Una volta ottenuta la mappatura completa, i dati scorporati tra residenti e non verranno comunicati alle Prefetture e ai Comuni". Già, i sindaci. La maggior parte è disorientata proprio per la mancanza di informazioni sul censimento. "Arriveranno presto - assicura Belloi - sono operazioni che richiedono tempo".

"Qui a Pula c'è un numero elevatissimo di seconde case aperte - conferma all'ANSA la sindaca Carla Medau - ci servirebbe monitorare meglio la situazione, anche per far stare più tranquilli i residenti. La nostra ospitalità è una certezza, ma in questi casi - spiega - ci vuole molta chiarezza". Ha invece deciso di scrivere direttamente al premier Conte il sindaco di Carloforte Salvatore Puggioni per dire che sono "indifesi". La cittadina sull'isola di San Pietro vive di turismo, trainante proprio quello delle seconde case. E in questi ultimi giorni si sta animando come d'estate. "Un flusso anomalo per la stagione - sottolinea il primo cittadino - che mi preoccupa soprattutto dal punto di vista sanitario: qui non c'è un ospedale, il più vicino è a 90 minuti. Se dovesse partire una epidemia sarebbe impossibile da gestire".

Già operativi anche i sindaci costieri del nord Sardegna. Il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, ha promesso controlli a tappeto casa per casa, affidati alla Polizia locale. Solo nelle ultime ore sono stati scovati quattro nuclei familiari - uno a Murta Maria, uno a Porto Rotondo e due a Olbia - provenienti dalla Lombardia. Tutti hanno dovuto compilare l'autocertificazione. Ed è a tutti i "turisti dell'emergenza" che il capo della Protezione civile rivolge un appello alla trasparenza. "Chi dal Nord ha deciso di venire in Sardegna sfruttando le seconde case non deve fare il furbo: ci sono sanzioni penali oltre che pecuniarie", avverte il Dg.

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