Sanità: monta la protesta nei territori

Pressing su chirurgia Isili, dialisi Carloforte ed esami a Olbia

 Proteste da nord a sud dell'Isola per i reparti degli ospedali in sofferenza: accorpamenti, ipotesi di chiusure e carenza di personale sono i problemi che affliggono i territori, non solo l'Ogliastra e la Barbagia, dove prosegue la battaglia per il mantenimento dei servizi sanitari. A Isili il Comitato Sanità Bene Comune è sul piede di guerra per la decisione dell'Ats di accorpare le chirurgie delle strutture ospedaliere di zona disagiata "San Giuseppe" di Isili e "San Marcellino" di Muravera. Una decisione definita "scellerata e priva di qualsiasi logica sanitaria ed organizzativa. Chiediamo che la Commissione Sanità mantenga la promessa di ascolto dei comitati dei cittadini e degli amministratori locali formulata solo qualche settimana fa.

Chiediamo che il presidente Solinas e l'assessore Nieddu rispettino quanto affermato in campagna elettorale e subito dopo l'elezione, e cioè che avrebbero conferito nuova dignità alla sanità dei territori disagiati". "La maggioranza di centrodestra vuole chiudere la dialisi di Carloforte - tuona invece il segretario regionale di Articolo !, Luca Pizzuto - Quanto accaduto negli ultimi giorni è scandaloso.

  Un'amministrazione che a sua insaputa si trova di fronte a un fatto compiuto di estrema gravità senza aver ricevuto alcuna segnalazione. Un particolare ringraziamento al Sindaco Puggioni e alla giunta che per il momento son riusciti a bloccare questo insalubre progetto". Preoccupazioni anche a Olbia, per il laboratorio analisi che opera in condizioni critiche, "con un organico notevolmente ridotto rispetto a quelle che sono le esigenze attuali", denuncia il consigliere regionale M5s, Roberto Li Gioi che ha presentato un'interrogazione urgente per chiedere all'assessore alla Sanità "la tempestiva risoluzione della situazione di estrema e continua emergenza. Attualmente al centro prelievi dell'ospedale San Giovanni di Dio possono essere serviti soltanto i pazienti con impegnativa che presenta la dicitura 'urgente' - osserva - quelli muniti di un codice di esenzione e le donne in gravidanza. Tutti i 'non esenti' sono invece esclusi".
   

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