L'incanto di Orgosolo oltre i murales

Autunno in Barbagia nel cuore del Nuorese, a Lollove e Onanì

di Maria Giovanna Fossati

Ogni strada racconta una storia: di un paese, della Sardegna, ma anche quelle che riguardano l'intera umanità. Storie di lotta, sopraffazione e povertà, come la rivolta di Pratobello quando la popolazione ha impedito la nascita di un poligono militare di tiro, ma anche racconti del mondo da 50 anni a questa parte: Che Guevara, le madri argentine di Plaza de Mayo e l'attacco alle torre gemelle. Ogni dipinto è un affresco con colori accesi e con le forme del cubismo di stampo picassiano, in gran parte realizzati dal pittore senese Francesco Del Casino, il padre di quasi tutti i murales che hanno trasformato il Orgosolo in un vero e proprio museo a cielo aperto. E' questa una delle mete più gettonate del circuito di Autunno in Barbagia, conosciuto come Cortes Apertas e promosso dalla Camera di Commercio di Nuoro e dell'Aspen. Sabato e domenica, insieme a Lollove e Onanì, il paese della Barbagia ha spalancato le sue porte ai visitatori, registrando il tutto esaurito. "I murales presenti qui uniscono la storia moderna e contemporanea e la legano col territorio e con la storia politica di Orgosolo anche quando si racconta il resto del mondo - racconta Martina Verre operatrice turistica di Palau - A fianco alle forme che richiamano il cubismo e si trasfigurano in maschere, ci sono delle scritte in corsivo che fanno diventare quell'opera un messaggio genuino immediato che arriva fin dentro l'anima. Ogni rappresentazione artistica non è mai fine a se stessa: il dipinto vuole essere un messaggio che può esistere solo qui". E quest'anno l'amministrazione comunale, nella ricorrenza del 50/o anniversario dei fatti di Pratobello, ha lanciato un concorso dal titolo "un murales per Pratobello".

Ma il borgo barbaricino non è solo murales ma anche storia di tradizioni millenarie. Nella via che dal corso sale verso la parte alta del paese c'è la bottega dove Maria Corda alleva ancora il baco da seta per produrre l'originale copricapo femminile: "Qui c'è ancora una grande genuinità di prodotti e un'accoglienza che non trovi da altre parti - prosegue Verre - un attaccamento alla terra e alle tradizioni, come quella di coltivare ancora il baco da seta, che produce bellezza, incanto pezzi unici e fa di Orgosolo uno dei paesi più apprezzati".

Da Orgosolo a Lollove, che dista solo pochi chilometri da Nuoro e che è stato abbandonato da tempo dai suoi abitanti: attualmente si contano con le dita di due mani. Qui tutto è rimasto intatto: "E' un posto incantevole con le case in pietra lasciate come erano un tempo - spiega Enrico Murgia insegnante di Cagliari - Quando da altre parti si è intervenuti per rendere più abitabili le case antiche, gli abitanti di Lollove sono andati a vivere nella vicina Nuoro. Così questo paese si è salvato da interventi devastanti che spesso rendono i nostri centri storici esteticamente non gradevoli".

E Da Lollove a Onanì, un microcosmo di 380 abitanti ai piedi del Montalbo, che ha conservato tradizioni e usanze antichissime così come la sue radici di epoca nuragica. Tra le vie del borgo a vocazione agropastorale, le case delle massaie intente a lavorare la farina e la semola, per la preparazione della pasta del pane e dei dolci delle feste. In Sa dome de Tziu Tzitzu Masuri la dimostrazione della lavorazione del formaggio. Le richieste più gettonate dagli ospiti, le visite guidate alla scoperta della storia, della cultura e delle tradizioni del paese nella chiesa romanica di San Pietro, di San Francesco, di San Cosimo e Damiano e nei ruderi Santa Maria.

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