Bimba uccisa da yacht: chiesti danni

Nuova udienza a Cagliari, padre e comandante gli imputati

Un milione e 350mila euro. E' il risarcimento chiesto dall'avvocato di parte civile Guido Manca Bitti al processo per la morte di Letizia Trudu, la bambina di 11 anni uccisa nell'estate del 2015 dall'elica dello yacht dal quale si era tuffata assieme al padre e alla sorellina nelle acque di Santa Margherita di Pula, a circa 40 chilometri da Cagliari.

Davanti al giudice del Tribunale di Cagliari Giuseppe Carta, questa mattina, la parola è passata al legale che rappresenta la madre, la sorellina e la nonna della vittima. Subito dopo hanno parlato gli avvocati delle varie compagnie assicurative che tutelavano l'imbarcazione e che sono state coinvolte nel processo in qualità di responsabili civili.

Nella scorsa udienza il pm Alessandro Pili aveva chiesto la condanna per i due imputati accusati di omicidio colposo: quattro anni e mezzo di reclusione per il comandante dello yacht Maurizio Loi, ex campione di windsurf, e dieci mesi per il padre della piccola, Andrea Trudu. Per la Procura Loi ha la responsabilità maggiore per la morte di Letizia e ha violato diverse norme sulla sicurezza della navigazione, mentre al papà viene contestato di non essere stato prudente nei confronti della figlia.

Prima delle richieste della parte civile, il comandante dello yacht ha chiesto di parlare in aula, negando di aver dato lui l'ordine di tuffarsi alle persone che stava trasportando e spiegando che a bordo, al momento dell'incidente, c'era la musica ad alto volume e anche il rumore dei potenti motori accesi. Il processo è stato aggiornata al 5 dicembre prossimo per le arringhe delle difese.
   

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