Mater Olbia: indipendentisti lo bocciano

Sit-in domenica 17 sull'orientale sarda davanti all'ospedale

"Solo un'operazione di natura colonialistica, che poco ha a che fare con la sanità e molto con le logiche di mercato". Questo rappresenta il Mater Olbia per Caminera Noa, nuovo soggetto politico indipendentista che domenica 17 giugno manifesterà a partire dalle 11 sull'orientale sarda, davanti alla struttura dell'ospedale finanziato da Qatar Foundation, Fondazione Gemelli e Regione Sardegna la cui apertura è programmata entro il 2018. "Diremo che la sanità pubblica non si tocca", hanno spiegato i due portavoce Giovanni Fara e Alessia Etzi, che stamattina con il rappresentante del sindacato Usb, Enrico Rubiu, hanno presentato e illustrato le ragioni della mobilitazione.

"Il Mater è l'emblema di uno scambio tra Italia e Qatar che toglie risorse alla sanità pubblica, a danno di strutture anche di eccellenza presenti nel territorio sardo - dicono - i 58 milioni annui che la Regione stanzierà per il Mater potrebbero essere utilizzati per potenziare gli ospedali nei territori". Caminera e Usb legano l'operazione alla nuova legge urbanistica che, "se approvata - spiegano - consentirebbe di sbloccare a favore del Qatar la costruzione di due milioni di metri cubi su circa 2300 ettari. Il Mater sarebbe semplicemente una contropartita, e non partirà sino a quando il ddl Erriu non avrà il via libera, ecco perché si registra tutta questa fretta di varare la legge sul governo del territorio".

Ma la protesta riguarderà tutta la situazione della sanità sarda: "contro un riordino della rete ospedaliera che impoverisce tutti i servizi ospedalieri di grandi dimensioni e non tutela i piccoli a rischio chiusura - sottolineano i promotori - contro una rete che vuol chiudere punti nascita sulla base di criteri italiani e europei decontestualizzati rispetto alle realtà locali della Sardegna".
   

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