Sardegna

Poetto, assolti i titolari dei baretti

Assoluzione per 15 su 16, resta solo una condanna a tre mesi

È stata la stessa vice procuratrice generale di Cagliari, Maria Grazia Genoese, a chiedere l'assoluzione per tutti, sollevando la norma che fa cadere la procedibilità del processo penale per i fatti di poca rilevanza. Così, con la pubblica accusa che ha sollecitato la particolare tenuità del fatto, 15 delle 16 condanne pronunciate lo scorso anno per gli abusi ai chioschetti del Poetto sono state ribaltate dalla Corte d'Appello e sono diventate delle assoluzioni. Una sola è stata confermata.
    A presentare ricorso in appello dopo le condanne di primo grado a tre mesi erano stati i difensori dei 15 imputati. Ma la vicenda, che risale ormai a più di sei anni fa, si era ormai quasi estinta del tutto: dopo la contestazione degli abusi, da parte del sostituto procuratore Gaetano Porcu, le opere illecite erano state abbattute e della sfilza di reati iniziali erano rimaste solo le violazioni alle norme urbanistiche che avevano portato comunque alla condanna in primo grado.
    Ora, grazie alla norma sui procedimenti penali di poco conto, la Corte presieduta dal giudice Claudio Gatti ha deciso di assolvere i titolari dei chioschi. L'unica a non poter beneficiare della norma, perché aveva un precedente analogo troppo recente per quanto irrilevante, è stata la titolare del bar "Corto Maltese", che si è vista confermata la condanna a tre mesi in appello.

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