Rizzo, in Sardegna nuovo corso industria

Percorso virtuoso che tenga conto della tutela dell'ambiente

Una nuova industrializzazione che tenga conto della tutela dell'ambiente. E' questa la proposta per la Sardegna targata Marco Rizzo, segretario nazionale del Partito Comunista, a Cagliari per la presentazione dei candidati nei collegi dell'Isola. "Senza la Sardegna non c'è l'Italia e senza la Sardegna di Antonio Gramsci non c'è il Partito Comunista", ha chiarito. Quanto ai candidati, "abbiamo fatto come altrove, cercando di costruire una lista che tenesse conto delle peculiarità del territorio". Di sicuro, ha precisato Rizzo, "si tratta di una lista più importante nel sud, a Cagliari, e meno a Sassari perché siamo di meno, però siamo riusciti lo stesso a ottenere il risultato e questo è importante".

SINISTRA FRAMMENTATA PERCHE' SENZA IDEALI. "La frammentazione della sinistra è legata al fatto che questa sinistra ha perso i suoi ideali". Così Marco Rizzo, segretario nazionale del Partito Comunista, a Cagliari per la presentazione dei candidati nei collegi della Sardegna. "E' stata una sinistra bugiarda - argomenta Rizzo - si sono inseguite le banche e non i lavoratori, si sono ascoltati i dettami di Bruxelles e di Francoforte e non le istanze derivanti da mancanza di lavoro, e dalla deindustrializzazione". "Noi - chiarisce - abbiamo un progetto generale di cambio della società: il Partito Comunista per questo Paese".

DOPO 12 ANNI FALCE E MARTELLO NELLA SCHEDA. "Dopo dodici anni torna sulle schede elettorali la falce e il martello". Esulta Marco Rizzo, segretario nazionale del Partito Comunista, a Cagliari per la presentazione dei candidati nei collegi della Sardegna. "Siamo presenti in quindici regioni su venti, compresa la Sardegna, terra del fondatore del Pci Antonio Gramsci - ricorda l'esponente politico - Non è stato semplice perché questa legge elettorale ha obbligato a raccogliere migliaia di firme in venti giorni, ma ci siamo riusciti". "Mai come oggi - spiega - c'è bisogno del Partito Comunista e della sua capacità di mobilitazione: nel mondo ci sono otto persone che detengono la ricchezza di tre miliardi e 700 milioni di persone". Quindi, "la nostra proposta è di dare più potere ai lavoratori".


   

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