Arrighi, Costa Verde set dei miei gialli

Lo scrittore romano rapito dall'incanto del litorale a sud di Oristano

Cinquanta chilometri di litorale a sud del golfo di Oristano. La Costa Verde richiama nel nome la vegetazione di lentischio, ginestra, corbezzolo, ginepro. In questo angolo di paradiso lo scrittore romano Gianluca Arrighi ha ambientato parte del suo bestseller "Il confine dell'ombra" (CentoAutori) e lo ha scelto come 'set' della sua prossima fatica letteraria. "Tre anni fa, capitai a Scivu - racconta Arrighi all'ANSA - una tra le più belle spiagge del Mediterraneo, nascosta tra la colonia penale di Is Arenas e le falesie di Capo Pecora".

Il racconto del noto giallista è avvincente. "Rimasi abbagliato da una distesa di grossi massi ovali biancheggianti, scolpiti dal mare e dal vento, adagiati in calette dove si specchiavano le scogliere. La spiaggia, abbracciata da grandiose pareti di arenaria, finissima e di uno straordinario color oro, il mare, di una trasparenza impressionante, fondeva il verde smeraldo e l'azzurro più acceso. Un luogo dove la natura è rimasta quasi intatta".

Rapito da quell'incanto, Arrighi decide di raccontare la Costa Verde nei suoi romanzi. Nei giorni scorsi è stato in Sardegna per un sopralluogo in vista del suoi prossimi lavori. "Sono partito da Torre dei Corsari, rievoca un passato di incursioni dei popoli del mare - spiega il giallista - poi Tunaria, piccolo villaggio che nel secolo scorso era un borgo di pescatori. Migheddu, un vecchio marinaio, mi ha spiegato come l'acqua, a Tunaria, cambi colore a seconda delle ore della giornata: una sinfonia di turchese, smeraldo e blu cobalto". L'itinerario è proseguito a San Antonio di Santadi, 85 abitanti, frazione di Arbus.

"Ho potuto osservare alcuni fenicotteri rosa che punteggiavano gli stagni attorno al borgo. Qui, dove le tartarughe marine depongono le uova, è facile imbattersi anche nel cervo sardo e passeggiando sulla spiaggia di mattina presto, è possibile vederne qualche esemplare che si spinge fino al mare", aggiunge.

Costeggiato il villaggio abbandonato di Ingurtosu, ecco Piscinas. "Tre chilometri di silenzio, imponenti dune di sabbia bianca che penetrano nell'entroterra e si tuffano nel mare. La natura, nella Costa Verde, si è davvero presa la sua rivincita sull'uomo, sviluppandosi in modo spettacolare". Lo scrittore resta affascinato anche dall'immediato entroterra.

"Luoghi unici e fuori dal tempo, dove ci si perde nella magia di ruderi e rovine che la natura sta lentamente inghiottendo - racconta ancora Arrighi - i segni di un glorioso passato, con vecchi villaggi e gallerie, dove ancora riecheggiano i passi dei minatori che vi lavoravano, sono oggi monumenti di archeologia mineraria. Con il loro silenzio s'incastonano in un ecosistema che offre panorami tra i più suggestivi di tutto il Mediterraneo".

Il vero spettacolo della Costa Verde è il tramonto. "Ogni sera dipinge il paesaggio di rosa, ocra e vermiglio - svela Arrighi - una suggestione primordiale che placa, ma solo per alcune ore, il soffiare impetuoso del maestrale o del libeccio".

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