Compensi Asl, scontro Lorenzin-Pigliaru

Ministra in Aula risponde a interrogazione deputato Cd Capelli

"Il presidente Pigliaru invierà oggi alla ministra Lorenzin la lettera di risposta in cui ribadisce la bontà delle nostre ragioni". Lo annuncia il Capo di Gabinetto della Presidenza della regione, Filippo Spanu, in merito alla polemica sugli stipendi dei manager della sanità sarda.

"Siamo convinti nel merito - spiega Spanu - perché parliamo di notevoli risparmi sia sull'intero sistema sanitario generale che sul costo dei direttori generali e dei loro collaboratori, ma anche nella forma, come è emerso dal lavoro di approfondimento svolto dagli uffici e dall'attenta rilettura di tutto il carteggio intercorso tra noi, il Dipartimento per gli Affari Regionali, il Ministero della Salute e il MEF".

 

ANCORA POLEMICHE - Ancora tensioni sulla sanità sarda, finita alla ribalta in Italia per i "maxi compensi" dei manager delle Asl: il tetto massimo stabilito dalla normativa nazionale è di 154 mila euro lordi, mentre il direttore generale dell'Azienda unica, solo per fare un esempio, può arrivare con i premi a 240 mila euro.

Il Centro democratico, che sostiene la Giunta di centrosinistra in Regione, ha sollevato la questione in Parlamento e la ministro della Salute ha annunciato un rilievo del Governo, mentre le opposizioni di centrodestra danno battaglia in Consiglio regionale. L'assessore della Sanità Luigi Arru ha già spiegato che "con l'Azienda unica, la Sardegna otterrà un risparmio di circa 2 milioni di euro di retribuzioni rispetto al passato, omogeneizzando l'assistenza e l'accesso alle cure a vantaggio dei pazienti".

Ma il deputato di Cd Roberto Capelli non è soddisfatto e annuncia che porterà la questione all'attenzione della Corte dei Conti "per accertare - spiega - se vi sia danno erariale e sanzionare le eventuali responsabilità". Il coordinatore regionale Fi Ugo Cappellacci attacca: "E' triste che oggi l'Autonomia, rinnegata dai baroni di villa Devoto per tutto il resto, venga invocata solo per difendere un privilegio ingiusto ed illegittimo, con una contraddizione enorme tra l'immagine dei professori rigorosi e la triste realtà dei tecnici diventati politicanti, che difendono i compensi dei loro fedeli nominati. E hanno pure l'ardire di sostenere che sono soldi della Regione, non dello Stato".

Sulla stessa linea i Riformatori. "Mentre i dirigenti percepiscono stipendi che non hanno uguali su scala nazionale - tuona il capogruppo Attilio Dedoni - si dice ai sardi che per ridurre i costi della sanità è necessario tagliare l'assistenza ospedaliera, a partire dai territori più periferici e disagiati. Si cominci piuttosto con il disboscare la pletora di dirigenti: ne basta uno per gestire acquisti e personale, tutti gli altri si possono eliminare".

ROSSOMORI E CENTRISTI PER L'ITALIA CONTRO LA GIUNTA - Rossomori e Centristi per l'Italia all'attacco della Giunta Pigliaru sui compensi ai manager della sanità, dopo la bacchettata della ministra della Salute, Beatrice Lorenizin, e la replica della presidenza della Regione. Paolo Zedda chiede che venga messa subito all'ordine del giorno del Consiglio la proposta dei Rossomori sulla trasparenza nelle nomine. "Un provvedimento - spiega - che rende obbligatoria la massima pubblicità sui compensi e sulle relative fonti normative. Se avessimo già varato la legge, avremmo evitato questa pessima figura. Federico Ibba, coordinatore regionale dei Centristi di Pier Ferdinando Casini, che a livello parlamentare fa parte del gruppo Area popolare che sostiene la ministro Lorenzin, plaude alla bacchettata dall'esponente del Governo: "Non è questa la specialità né l'autonomia che vogliono i sardi".

LE CIFRE DEI COMPENSI - Il manager della nuova Asl unica della Sardegna, chiamata Ats, guadagnerà 200.000 euro l'anno, più un'aggiunta fino a 40 mila euro come parte variabile legata al raggiungimento degli obiettivi, mentre ai direttori del Brotzu e dell'Aou di Sassari andranno 180.000 euro a testa e al direttore dell'Aou di Cagliari 170.000. Il compenso stabilito per i direttori sanitario e ospedaliero dell'Ats è pari, invece, a 160.000 euro l'anno con 32 mila euro per la parte variabile.

Il trattamento economico dei direttori di area socio sanitaria locale dipende dall'estensione dell'area stessa, del numero di assistiti, dipendenti e posti letto: per il direttore della Asl di Sassari è prevista una retribuzione fissa di 120 mila euro (variabile di 24 mila); per quello di Olbia 110 mila (22 mila); per Nuoro 120 mila (24 mila); per Lanusei 100 mila (20 mila); per Oristano 110 mila (22 mila); per Sanluri 105 mila (21 mila); per Carbonia 110 mila (22 mila); per Cagliari 130 mila (26 mila).

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