Sardegna

Incendi e diossina campo nomadi,protesta

Lettera a istituzioni, "sequestri siti Mulinu Becciu e Su Planu"

"L'attività di incenerimento prosegue senza sosta e senza limiti, nonostante proteste e denunce dei disgraziati abitanti e lavoratori dei quartieri di Mulinu Becciu (Cagliari) e Su Planu (Selargius), così come delle associazioni ecologiste. Ancora pericoli per la salute, ancora degrado, con cittadini che si sentono impotenti e istituzioni che non sempre svolgono un'adeguata attività di controllo e di prevenzione di tali fenomeni illeciti".

È uno stralcio della lettera-denuncia inviata dagli appartenenti al Gruppo di intervento giuridico e Amici della terra, e sottoscritta da oltre 300 abitanti della zona e dal comitato No Diossina, al prefetto, ai sindaci di Cagliari e Selargius, al comandante provinciale dei carabinieri e al direttore del corpo forestale, per denunciare la precaria situazione in cui sono costretti a vivere i cittadini a ridosso del campo nomadi sulla statale 554 a causa dei continui incendi per smaltire ogni genere di rifiuto.

Nel carteggio si chiede un tempestivo intervento alle istituzioni col sequestro dell'area. E si sollevano una serie di interrogativi: "Perché non si interviene risolutivamente una volta per tutte? Perché il campo nomadi-inceneritore non viene ancora posto sotto sequestro preventivo?

Perché c'è questa sorta di buonismo ipocrita che di fatto consente un avvelenamento strisciante dei residenti, compresi i rom che praticano il campo-inceneritore? Riteniamo sia necessario bloccare definitivamente, ora, subito, adesso, una nuova situazione di degrado ambientale altamente rischiosa per la salute pubblica dei residenti. A questo punto ogni giorno che passa crescono i pericoli ambientali e sanitari".
   

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