Sardegna

Calderoli,portiamo jihadisti all'Asinara

"Carcere duro e isolamento per i terroristi islamici"

"Quella di Calderoli e Maroni è una provocazione mal riuscita, frutto di un ragionamento per nulla equilibrato, fatto da persone che non conoscono l'Asinara, patrimonio ambientale della Sardegna, dell'Italia e del Mediterraneo". Il sindaco di Porto Torres, Sean Wheeler, non risparmia critiche ai due esponenti leghisti, dai quali è partita l'idea di riaprire il carcere di massima sicurezza all'interno dell'isola che ospita il Parco nazionale e di destinarlo ai terroristi islamici.

"L'Asinara ha già dato, lo Stato ce l'ha espropriata per più di un secolo, trasformandola in colonia penale, in campo di prigionia durante la guerra e poi anche in supercarcere per i boss della mafia e della camorra", dice oggi Wheeler per rispedire al mittente questa ipotesi. "Abbiamo detto basta a tutto questo e vent'anni fa ci siamo ripresi la nostra isola, che oggi è un bellissimo parco nazionale - aggiunge il sindaco - ogni anno 90 mila persone visitano questa straordinaria terra, comprese le vecchie strutture carcerarie che perciò, nemmeno volendolo, potrebbero essere riconvertite a uso penitenziario".

Per Wheeler "l'Asinara ha un patrimonio faunistico e naturalistico unico, attività di turismo sostenibile e attivo, centri di ricerca, imprese che impiegano numerosi giovani che hanno scommesso sullo sviluppo turistico del parco". Per questo, conclude il sindaco, "i parlamentari facciano piuttosto qualcosa di buono per l'Asinara, chiedendo al governo di cedere i vecchi e decadenti stabili ministeriali che potremmo riconvertire per iniziative di fruizione del nostro bellissimo parco nazionale".

BUFERA SU CALDEROLI - Riaprire l'Asinara. Riaprire il carcere sardo di massima sicurezza nell'isola che dal 2002 è area protetta e parco nazionale. Non è la prima volta che qualcuno ci pensa. Stavolta, con lo scopo di rinchiuderci i terroristi islamici, l'idea è venuta al vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli, che ha fatto propria una vecchia proposta del segretario nazionale del Sappe, Donato Capece, rilanciata da alcune testate online. "Portiamo i terroristi all'Asinara, per la nostra sicurezza nazionale e in modo che i potenziali jihadisti sappiano che in caso di cattura li aspetta un carcere duro e l'isolamento totale dal mondo esterno", ha detto il senatore e Responsabile Organizzazione e Territorio della Lega Nord. La proposta è piaciuta anche al presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che l'ha subito twittata.

 Contrario, invece, il segretario di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: "Non ho dubbi sul fatto che coloro che fossero stati catalogati come integralisti nelle nostre carceri andrebbero isolati, ma il luogo non potrebbe essere il carcere dell'Asinara, oggi parco nazionale in una Sardegna che ha quantomai bisogno di attrarre turismo", ha spiegato all'ANSA. Calderoli ha affermato di condividere l'idea di Capece, che nel novembre scorso - dopo che quattro detenuti del carcere di Rossano accusati di radicalismo islamico avevano inneggiato alle stragi di Parigi - aveva prospettato l'utilizzo dell'Asinara. Dichiarazioni rimbalzate oggi sul web e riprese da Calderoli.

E in Sardegna si è si alzato un nuovo polverone. Mentre il segretario provinciale del Sappe, Paolo Spano, ha confermato le motivazioni sostenute da Capece (non raggiungibile al telefono), ovvero "il rischio che i detenuti islamisti in carceri normali facciano proselitismo", il deputato di Unidos, Mauro Pili, già governatore della Sardegna, ha definito "porcata" la proposta di Calderoli, sostenendo che "l'isola è un parco naturale, non una discarica di terroristi".

"Si rassegnino una volta per tutte: l'Asinara non sarà mai più un carcere", ha aggiunto il coordinatore regionale di Forza Italia, Ugo Cappellacci, presidente della Regione nella scorsa legislatura. Per il senatore del Pd, Silvio Lai, "non si scherza sul terrorismo internazionale di matrice religiosa e non si può di certo pensare che una soluzione possa essere rappresentata dal luogo scelto per la detenzione o dal livello di isolamento".

Persino Noi con Salvini-Sardegna si è rifiutato di avvallare le dichiarazioni del leghista Calderoli. "Siamo certamente per il carcere duro per i terroristi - precisa il coordinatore regionale del movimento Davide Caruso - non crediamo, pertanto, che sia utile mandarli in un carcere-paradiso come sarebbe quello dell'Asinara, ormai parco nazionale".

LA STORIA - Il carcere di massima sicurezza dell'Asinara fu istituito negli anni '60 e qui vennero rinchiusi brigatisti e mafiosi del calibro di Raffaele Cutolo e Salvatore Riina. Nell'agosto del 1985 i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino si rifugiarono nell'isola-carcere per scrivere in tutta sicurezza l'istruttoria per il maxi processo alla mafia che si aprì l'anno seguente. La ribalta è tornata nel 2010 con l'occupazione del vecchio carcere di Cala d'Oliva da parte di un gruppo di lavoratori della Vinyls, azienda chimica del petrolchimico di Porto Torres in forte crisi: per tutti l'Asinara divenne "L'isola dei cassintegrati".

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