Tutti a terra contro scorie in Sardegna

Flash-mob a Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano e Olbia

(ANSA) - CAGLIARI, 7 GIU - "No" al deposito di scorie nucleari in Sardegna. E per essere più chiari i No-nucle a Cagliari, alle 11 in punto, dopo l'allarme si sono distesi per strada in via Roma, davanti al palazzo del Consiglio regionale, e hanno interrotto il traffico per qualche minuto. Quasi a simulare le conseguenze di una catastrofe nucleare. Alla manifestazione stanno partecipando centinaia di persone, circa cinquecento secondo gli organizzatori. Analoghe iniziative questa mattina, con flash-mob anche a Sassari, Nuoro, Oristano, Olbia e Bosa. Sardi mobilitati contro l'ipotesi dell'arrivo delle scorie nucleari nell'isola. Tante bandiere e striscioni: tutti con un messaggio molto esplicito, no al deposito di scorie. Una protesta che sta coinvolgendo non solo i cittadini ma anche le istituzioni. Ieri ad esempio da una finestra del Comune di Cagliari è spuntata la bandiera del "No" al nucleare. Una festa pacifica e colorata. Tutti in attesa del 15 giugno, data entro la quale il governo potrebbe rendere pubblica la lista delle regioni che hanno le caratteristiche giuste per ospitare la sede del deposito nazionale. Nella manifestazione di Nuoro, in prima fila in piazza il leader del comitato, Bustiano Cumpostu, coordinatore di Sardigna Natzione (Sni). "Questa vuole essere una manifestazione per far sentire allo Stato italiano che il popolo sardo esiste", ha detto l'indipendentista sardo.

SPANO A SASSARI, REGIONE RIBADISCE IL SUO NO. Anche la Regione in campo per dire no alle scorie. Questa mattina in Piazza d'Italia a Sassari, tra i manifestanti c'era l'assessore dell'Ambiente Donatella Spano, che ha ribadito la posizione della Regione, in sintonia con i manifestanti, contro l'ipotesi della localizzazione del deposito delle scorie nucleari in Sardegna. "La contrarietà mia e della Giunta al sito nazionale di stoccaggio delle scorie nucleari in Sardegna persiste chiara e decisa - ha dichiarato la titolare dell'Ambiente -. Nella lettera inviata ai Ministri dello Sviluppo Economico e dell'Ambiente ho dettagliato le ragioni per le quali la Sardegna non intende sopportare un tale onere, così contrario alle vocazioni naturali dell'isola. La partecipazione a questa giornata è un'evidente riprova del sentimento che i sardi e questa Giunta regionale nutrono verso la propria terra: nessuna disponibilità - ha concluso Spano - all'ipotesi di nuove servitù o gravami contrari alle nostre vocazioni". (ANSA).

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