Sardegna

Nasce Ente unico di governo dell'acqua

Più spazio a comuni in Comitato che gestisce nuovo organismo

(ANSA) - CAGLIARI, 2 FEB - Dopo la soppressione dell'Autorità d'ambito territoriale ottimale della Sardegna per le risorse idriche, nasce il nuovo Ente di governo dell'ambito della Sardegna che avrà le funzioni di programmazione e controllo nella gestione dell'acqua. Lo prevede la legge approvata all'unanimità (con l'unico voto contrario dell'ex assessore dell'Agricoltura, Oscar Cherchi di Fi) in Consiglio regionale. Ai Comuni viene dato più spazio all'interno del Comitato istituzionale d'ambito (10 su 11 componenti), l'organo di governo e poteri, tanto che il presidente del Comitato sarà scelto fra i sindaci. Viene confermato un unico ambito territoriale ma con la previsione che si potrà verificare, sotto la supervisione di esperti del settore, la possibilità di creare più ambiti per rendere più economica, efficace ed efficiente la gestione del servizio idrico integrato. Del Comitato istituzionale d'ambito fanno parte il presidente della Regione o un suo delegato, due componenti scelti tra i sindaci dei comuni capoluogo di provincia, due componenti scelti tra i sindaci dei comuni con popolazione uguale o superiore a 10.000 abitanti, due scelti tra i sindaci dei comuni con popolazione uguale o superiore a 3.000 abitanti e inferiore a 10.000; quattro scelti tra i sindaci dei comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti. Infine le conferenze territoriali, composte dai sindaci dei comuni ricadenti nell'ambito territoriale di riferimento, coincidono con le otto circoscrizioni elettorali fino all'approvazione della riforma degli enti locali. "La legge mette ordine nei rapporti tra comuni e gestore e restituisce all'Ente di governo d'ambito, cioè i comuni, le funzioni di programmazione e controllo - ha spiegato l'assessore dei Lavori Pubblici, Paolo Maninchedda - affronta il tema delle acque meteoriche e ripristina l'azione di governo per decidere ad esempio sulle tariffe". Secondo Efisio Arbau (Sardegna Vera) che aveva fatto propri gli emendamenti proposti dal Consiglio delle Autonomie locali, "sono state accolte diverse proposte del Cal prevedendo dei principi importanti per la partecipazione democratica dei comuni alla vita dell'Ente, estendendola anche alle piccole amministrazioni". (ANSA).

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