Ambiente:Coldiretti-Novamont, sinergia per gamma bioprodotti

Si parte con il cardo in Sardegna

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - E' stato firmato un accordo tra Coldiretti e Novamont che proporrà la sinergia tra filiere corte agricole e la produzione di bioprodotti. Si parte con il cardo, una specie erbacea della Sardegna, che sarà fornito alla bioraffineria Matrìca di Porto Torres. Impianti nati da una tecnologia sviluppata da Novamont dove, partendo dall'utilizzo di materie prime agricole e di scarti vegetali, si produce una gamma di prodotti chimici a basso impatto ambientale (biochemicals, biointermedi, monomeri per la produzione di bioplastiche, basi per biolubrificanti e bioadditivi per gomme).
    L''accordo è stato siglato da Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont e di Matrìca (joint venture paritetica tra Novamont e Versalis), Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti, e Mauro Tonello, presidente di Consorzi Agrari d'Italia (Cai) e prevede a lungo raggio "la creazione di filiere agroindustriali innovative delle bioplastiche e dei biolubrificanti a filiera corta. Secondo quanto stabilisce l'accordo, "Non basta sviluppare tecnologie innovative e realizzare impianti da imporre ai territori per uscire dalla crisi ma occorre un nuovo modello di sviluppo territoriale". "L'intesa con Coldiretti e Consorzi Agrari d'Italia (Cai) è un passo importante in questa direzione", ha commentato Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont. "Nasce una collaborazione che offre una nuova opportunità di reddito per gli agricoltori che operano anche nei terreni più difficili - ha commentato il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo - con l'introduzione di una coltura che consente di ridurre la dipendenza dall'estero delle proteine vegetali destinate all'alimentazione animale e nello stesso tempo di ottenere prodotti innovativi a basso impatto ambientale, che confermano la grandi potenzialità creative del nostro Paese". In base ai termini dell'accordo, verrà promossa tramite la società Filiera Agricola Italiana, la coltura del cardo in Sardegna e la sua valorizzazione agro ambientale attraverso contratti di filiera che prevedano, tra l'altro, l'anticipo delle spese colturali per i primi due anni e un reddito garantito all'agricoltore; si procederà allo studio e alla realizzazione della gestione degli ammassi del prodotto post-raccolta e dell'utilizzo della rete dei consorzi riuniti in CAI per la vendita dei prodotti derivanti dalla trasformazione industriale; si darà avvio allo sviluppo di progetti di ricerca attraverso il nuovo strumento del PEI (Partenariato europeo innovazione) nello sviluppo rurale in collaborazione con gli stakeholder rilevanti della filiera; verranno sostenute le bioplastiche da filiere integrate con più del 50% di rinnovabilità promuovendo il riuso di shopper biodegradabili nella raccolta differenziata del rifiuto organico, l'uso del compost in agricoltura per contrastare fenomeni di desertificazione e l'utilizzo dei teli per la pacciamatura agricola. (ANSA). 
   

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