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Anche i nostri avi dormivano poco, 6,5 ore a notte

Pc, tablet e tv hanno influenzato poco il ritmo del riposo moderno

18 ottobre, 17:49
Anche i nostri avi dormivano poco, 6,5 ore a notte Anche i nostri avi dormivano poco, 6,5 ore a notte

Il "paleo-sonno" non è così diverso dal sonno moderno: minati come siamo dagli schermi luminosi di smartphone, pc e tablet di recente sotto accusa per tanti disturbi del sonno, in realtà non dormiamo affatto meno di quanto dormissero i nostri antenati che al più, dopo il tramonto, potevano far affidamento sull'illuminazione di un bel fuoco.

Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology e basato su osservazioni sul campo di tre tribù tradizionali di cacciatori-raccoglitori: gli Hadza of Tanzania, i San della Namibia, gli Tsimane in Bolivia.

Questi gruppi con comportamenti ancestrali (non usano alcun tipo di illuminazione artificiale) dormono mediamente 6,5 ore per notte e non vanno a letto presto, spiega Jerome Siegel della Università di Los Angeles; ciò mette in discussione l'idea che la modernità stia rosicchiando il tempo che noi riusciamo a dedicare al riposo. Potrebbe essere semplicemente fallace l'idea che abbiamo bisogno di dormire di più e di assumere sostanze che favoriscano il sonno; inoltre che il 'livello naturale' di sonno è oggi minato dall'uso di luce artificiale, TV, Internet, e alter tecnologie.

Queste tre tribù - per quanto storicamente, geneticamente e geograficamente molto diverse tra loro - hanno in realtà un'organizzazione del sonno molto simile tra loro. Dormono da un minimo di 5,7 ore e un massimo di 7,1 ore a notte; insomma un tempo non dissimile a quello di noi uomini 'moderni'. I nostri ''antenati viventi'' vanno a dormire almeno tre ore dopo il tramonto e il loro sonno dipende molto più dalla temperatura ambientale che non dalla luce.

In una sola cosa differiscono moltissimo da noi: l'insonnia è un problema che difficilmente li riguarda. Copiare aspetti del loro ambiente naturale, conclude Siegel, potrebbe essere efficace per trattare questo disturbo del sonno che può colpire fino a un individuo su 5 in occidente. 

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