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Messaggi allarmanti sui rischi aumentano vendite sigarette

Ricordare i pericoli per salute aumenta credibilità marca

27 settembre, 16:40
(ANSA) - ROMA, 27 SET - I messaggi impressi sui pacchetti di sigarette relativi ai rischi che si corrono a fumarle non solo non funzionano, come già più volte dimostrato, ma farebbero aumentare perfino le vendite. Lo stesso vale per gli effetti collaterali ricordati nelle pubblicità dei farmaci o sui dolcificanti artificiali. Tali strategie hanno un effetto contrario a quello sperato dai legislatori perché fanno aumentare la fiducia verso le aziende produttrici, ritenute dai consumatori più oneste nell'ammettere tali limiti. Lo attesa una ricerca condotta dalle università di Singapore, Tel Aviv university e New York, pubblicata su Psychological science.

"Se la prima volta vedere o ascoltare tali messaggi influenza un consumo più moderato, le volte successive 'fidelizzano' perfino il cliente alla marca inducendolo ad acquisti più convinti" spiega Yael Steinhart fra gli autori dello studio. I ricercatori hanno condotto diversi esperimenti per saggiare le reazioni di volontari di fronte a sigarette, farmaci per la disfunzione erettile e per la caduta dei capelli e dolcificanti artificiali. Tutti questi prodotti sono corredati di rischi, messi in evidenza sulle scatole o nelle pubblicità. "Abbiamo registrato un iniziale freno all'acquisto ma, a distanza di qualche giorno, tali messaggi si sono molto attenutati e sono stati interpretati in modo più distaccato fino a divenire astratti ed indice di maggiore onestà e più attendibilità delle marche" precisa lo studioso. "Ironicamente i messaggi che vorrebbero limitare i consumi non solo falliscono ma rinforzano gli acquisti verso le marche che li dichiarano senza sotterfugi" sottolinea Steinhart.

Gli autori concludono ricordando che contribuisce al fallimento di questo genere di messaggi anche l'assuefazione perché sono utilizzati per sempre più numerose categorie di prodotti, dai farmaci ai prodotti finanziari, alle attività sportive.

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