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Nel mondo 1,5 mln morti bimbi evitabili con vaccini

Al via settimana europea sul tema, Italia indietro su morbillo

17 aprile, 17:59

ROMA - Nel mondo, si potrebbero registrare ogni anno un milione e mezzo di decessi di bambini in meno, se solo venissero utilizzate le vaccinazioni oggi disponibili. I vaccini salvano tre milioni di persone l'anno, e anche in questo secolo promettono di allungare ulteriormente la vita prevenendo una serie di nuove malattie, ma in molti paesi ancora ci sono difficoltà nell'utilizzare i vaccini esistenti.
A sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema sarà, anche quest'anno, la Settimana europea delle vaccinazioni (European Immunization Week) che dal 22 al 27 aprile prevede iniziative in tutti i paesi della regione europea dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).
Quasi il 40% delle 1,5 milioni di morti infantili prevenibili nel mondo, afferma il sito dell'agenzia, è dovuto al morbillo, seguito, tra le cause, dall'hemofilus influentiae (27%), dalla pertosse (20%) e dal tetano neonatale. Proprio il morbillo, che doveva secondo i piani essere eradicato nel 2015 dall'Europa, sta invece tornando 'in auge' proprio a causa di un rallentamento sul fronte delle vaccinazioni: se tra il 1997 e il 2009 i casi si sono ridotti del 96,5%, tra il 2009 e il 2011 sono risaliti del 455%, tornando da 7mila a 37mila. L'Italia in questo campo è fra i peggiori in Europa, come ha ricordato proprio oggi un convegno sul tema organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss): "E' incredibile che in questo periodo si dia uno spazio enorme a sospetti non supportati da alcuna evidenza scientifica di presunti danni dalle vaccinazioni - ha affermato Stefania Salmaso, direttrice del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell'Iss - mentre nessuno parla delle centinaia di encefaliti o di polmoniti dovute al morbillo, o dei bambini nati con malformazioni per rosolia congenita. La comunità scientifica dovrebbe mobilitarsi".
Tra il 2010 e il 2012 ci sono stati 8304 casi di morbillo segnalati in Italia, con un'incidenza di 46 ogni milione di abitanti, quando l'obiettivo imposto dall'Europa è l'eradicazione entro il 2015. Le complicanze segnalate sono state 2155, tra cui 197 polmoniti e 11 encefaliti, con un caso su quattro che ha richiesto il ricovero in ospedale, e una morte. Situazione simile quella della rosolia, ben lontana dall'essere debellata e che anzi colpisce ancora decine di donne in gravidanza, i soggetti su cui risulta essere più pericolosa.
Nel momento in cui molti paesi, anche industrializzati, registrano difficoltà crescenti nelle vaccinazioni, nei laboratori di tutto il mondo si lavora già alle immunizzazioni del futuro: "Nel secolo scorso i vaccini sono stati l'intervento sanitario più efficace - sottolinea Rino Rappuoli, responsabile mondiale della ricerca vaccini dell'azienda Novartis, che esporrà tale visione in una lecture al World Vaccine Congress che si apre oggi a Washington - ma in questo secolo potranno fare ancora di più. Oggi la società ha problemi medici nuovi a causa dell'invecchiamento, ma si potrà impedire che si sviluppino le malattie degli anziani. Penso a patologie che diventano pericolose quando il sistema immunitario si indebolisce, come l'influenza, o alle infezioni da batteri resistenti agli antibiotici, ma anche ai tumori". Molti di questi vaccini, conclude l'esperto, "sono imminenti, altri arriveranno in 10 -15 anni".

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