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In Italia migliaia casi morbillo e rosolia evitabili

17 aprile, 14:48

ROMA, 17 APR - L'Italia è ancora lontana dall'obiettivo di eliminare morbillo e rosolia entro il 2015. Lo hanno ricordato gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) al convegno organizzato in occasione della Settimana europea sulle vaccinazioni, dal 22 al 29 aprile, durante il quale sono stati presentati i dati che indicano come ancora centinaia di persone abbiano complicazioni gravi a causa di queste malattie facilmente prevenibili con i vaccini. "E' incredibile che in questo periodo si dia uno spazio enorme a sospetti non supportati da nessuna evidenza scientifica di presunti danni dalle vaccinazioni - ha affermato Stefania Salmaso, direttrice del Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell'Iss - mentre nessuno parla delle centinaia di encefaliti o di polmoniti dovute al morbillo, o dei bambini nati con malformazioni gravi per la rosolia congenita. La comunità scientifica dovrebbe mobilitarsi". Tra il 2010 e il 2012 ci sono stati 8304 casi di morbillo segnalati in Italia, con un'incidenza di 46 ogni milione di abitanti. Le complicanze segnalate sono state 2155, tra cui 197 polmoniti e 11 encefaliti, con un caso su quattro che ha richiesto il ricovero in ospedale, e una morte. Per quanto riguarda la rosolia, i dati sono meno recenti, con 6183 casi nel 2008 e 221 nel 2009. Sono però stati segnalati, tra il 2005 e il 2012, 95 casi di rosolia contratta in gravidanza, che hanno portato a 23 interruzioni di gravidanza, a un bimbo nato morto e ad almeno 24 nati vivi ma con infezioni e sindromi da rosolia congenita: "In molti casi le donne che contraggono la rosolia in gravidanza non sono neanche al primo figlio - sottolinea Salmaso - quindi dopo il primo pensano 'mi e' andata bené e tentano la fortuna anche con il secondo. La responsabilità in questi casi è anche dei medici, che dovrebbero fare di più per promuovere le vaccinazioni".

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