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Da pancione a 2 candeline, Sos primi 1000 giorni nutrizione

Per prevenire malattie da adulti; sì cibi ad hoc prima infanzia

16 giugno, 13:49
Da pancione a 2 candeline, Sos primi 1000 giorni nutrizione Da pancione a 2 candeline, Sos primi 1000 giorni nutrizione

PALERMO - Dal pancione di mamma alla seconda candelina: i primi mille giorni della nutrizione sono fondamentali per la crescita del bambino e, soprattutto, per gettare le basi della sua salute da adulto, prevenendo malattie quali diabete e obesità. A puntare i riflettori sulla questione 'salute nel piatto', già a partire dell'età fetale, è il pediatra Claudio Maffeis dell'Università di Verona, in occasione del 70/o Congresso italiano di pediatria.

''C'è una fase - spiega Maffeis - in cui l'intervento nutrizionale è più efficace: i primi 1000 giorni dal concepimento, cioè vita intrauterina e primi due anni di vita. La maturazione cerebrale dell'ipotalamo, vera centralina di regolazione del delicato equilibrio fame/sazietà, avviene infatti in quel periodo''. Da qui, l'importanza di assicurare al feto flussi di nutrienti adeguati ai fabbisogni, evitando eccessi e difetti che ''possono determinare effetti non solo nell'età evolutiva ma nell'intera esistenza dell'individuo''. Dunque, avverte l'esperto, ''è fondamentale che la donna incinta segua un'alimentazione equilibrata poichè un insufficiente apporto di nutrienti può portare al rischio che gli organi del feto si sviluppino meno, con un maggior rischio in età adulta di essere colpiti da diabete o malattie cardiovascolari''. Nei primi due anni di vita, poi, cruciale è l'attenzione alla qualità dei cibi, poichè in questa fase la sensibilità agli agenti tossici è massima. Ma c'è un'altra regola importante: nel piatto dei piccoli va sempre rispettato il giusto dosaggio tra i vari nutrienti. E' stato infatti dimostrato, sottolinea il pediatra, ''un eccesso di proteine, sale e zuccheri semplici nella nutrizione dei bambini, soprattutto dai 4-6 mesi in poi, e l'eccesso di proteine favorisce il rischio di obesità''. Occhio anche al rapporto tra carboidrati e grassi: ''Nei primi due anni la quantità di grassi deve essere più elevata, fino al 40% degli apporti totali, dal momento che risultano basilari per la formazione delle strutture neurali''. Va poi considerato un altro aspetto fondamentale: ''La tendenza attuale ad abbandonare precocemente gli alimenti specifici per l'infanzia a favore di alimenti confezionati non specifici destinati agli adulti o a bambini più grandi, è uno dei fattori che richiede la massima attenzione e desta preoccupazione. I prodotti ad hoc per la prima infanzia rispondono infatti a criteri ben più elevati di sicurezza e adeguatezza nutrizionale in relazione ai primi anni di vita''.

Vero 'toccasana' è, però, il latte materno: ''Ha il giusto apporto di proteine e nutrienti ed è sempre indicato. Il consiglio - afferma Maffeis - è dunque di non dare mai latte vaccino ai bambini prima dei 12 mesi, e sarebbe preferibile non somministralo neanche ai bambini nel secondo anno di vita quando la loro dieta non è equilibrata, ovvero se il pediatra riscontra un eccesso di proteine animali e grassi saturi''. Infine, un 'no categorico': ''E' sconsigliato lo svezzamento precoce, prima del 4/o mese, poichè si espone il bambino ad un'eccessiva quantità di alimenti solidi, associati ad un aumento del peso''.

Proprio il tema dell'alimentazione dei 'piccolissimi' - come 'arma' di prevenzione contro varie patologie nella successiva età adulta - sarà al centro di un tavolo con il ministero della Salute. L'obiettivo, conclude Maffeis, ''è mettere a punto delle precise linee di indirizzo sulla nutrizione dei bambini nei primi 1000 giorni''.

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