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Bimbi in ospedale, un vademecum per i genitori

Dieci consigli su come affrontare al meglio il ricovero

03 aprile, 17:48

Stare sempre con lui, fargli tenere con sè il suo giocattolo preferito, non farlo ricoverare in reparti per adulti: sono queste alcune delle indicazioni per i genitori contenute nel vademecum elaborato dall'associazione Amici del Bambino malato onlus per il ricovero del bambino in ospedale e che verrà presentato domani  in occasione della Milano City Marathon 2014, cui la onlus partecipa.

''Quando ci si trova davanti alla necessità di ricoverare il proprio bambino - spiega Susanna Esposito, presidente dell'associazione - spesso i genitori vengono assaliti da ansie e paure che trasmettono, inevitabilmente, ai loro figli. E' importante che siano ben preparati''. Il primo consiglio è di parlare serenamente al bambino, spiegandogli con parole adatte alla sua età i motivi del ricovero, rassicurandolo sui medici che si prenderanno cura di lui. Poi ricordarsi che il bambino in ospedale ha il diritto di avere accanto a sé sempre la mamma o il papà o un sostituto da loro delegato. Bisogna poi informarsi prima sull'organizzazione del reparto dove sarà ricoverato il bambino, perchè spesso gli ospedali mettono a disposizione dei genitori eventuali supporti per favorire la loro permanenza.

L'altro consiglio è di lasciare al bambino in ospedale i suoi giocattoli o libri preferiti, di consentire, se le condizioni cliniche lo consentono, di fargli avere libero accesso ad aree di gioco e studio adatte alla sua età. I genitori poi devono sapere che hanno il diritto di essere informati e coinvolti nelle decisioni relative al trattamento medico e assicurarsi che il bambino non sia ricoverato in reparti per adulti. Quando si confrontano con il medico o informano parenti o altri visitatori, non parlare mai della malattia in presenza del bambino, soprattutto nei casi più gravi. Al momento delle dimissioni dall'ospedale, informarsi su un eventuale dieta o misure da adottare a casa e ricordarsi che il bambino, anche se piccolo, ha il diritto in ogni momento di essere trattato con tatto e comprensione nel rispetto della sua intimità. 

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