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Scambio neonati e' un evento raro, braccialetto lo evita

Neonatologo, i piccoli ora sempre piu' vicino a mamme

14 gennaio, 17:56

"A Lecce e' accaduto qualcosa che non dovrebbe succedere, ma si tratta di un evento raro: il sistema di identificazione dei neonati generalmente utilizzato, basato su un braccialetto con un numero identificativo che viene messo alla mamma e al bimbo prima che lascino la sala parto, proprio nei primi istanti di vita, e' valido". E' questo il commento del professor Mario De Curtis, direttore dell'Unita' operativa complessa di Neonatologia, Patologia e Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Umberto I di Roma alla notizia di uno scambio di neonati verificatosi in provincia di Lecce, a Galatina, all'Ospedale di Santa Caterina Novella, di cui ha riferito il Nuovo Quotidiano di Puglia. Un evento raro, che risulta incomprensibile proprio perche' i due neonati avevano regolarmente il braccialetto al polso con il nome giusto, e che rappresenta oltre che una delle grandi paure dei genitori anche l'ispirazione di Film come ''C'era una volta in America'' e ''Il 7 e l'8''.

"Dopo essere nato ogni piccolo riceve la prima assistenza e contestualmente gli viene applicato al polso o al piedino il braccialetto, che lo accomuna alla mamma e che lo accompagnerà per tutto il periodo della permanenza in ospedale - spiega infatti De Curtis - il braccialetto non può essere sfilato, per levarlo deve essere tagliato quindi e' difficile che si verifichi un errore". "In più i neonati, se in buona salute, vengono in molti casi fatti stare sempre accanto alla mamma mentre sono in ospedale, per favorire l'allattamento al seno - evidenzia - non essendo i piccoli tenuti tanto frequentemente all'interno del nido, come in passato, si riduce al minimo la possibilità che avvenga un evento simile a quello verificatosi a Lecce". "In Italia nascono ogni anno 535mila bimbi e sebbene non si abbiano dati precisi sullo scambio di neonati si tratta di eventi rari: il numero potrebbe essere paradossalmente ricostruito attraverso le notizie di stampa, visto che questo casi hanno generalmente una forte risonanza mediatica" conclude De Curtis, spiegando che nel caso di verifichi una situazione simile "la prima cosa da fare e' chiamare subito l'ospedale, dove si proverà a ricostruire quanto accaduto". (ANSA).

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