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Sgridare i bambini non serve, i pericoli vanno spiegati

Schiaffi e rimproveri sono dannosi,parlare invece li fa crescere

27 marzo, 16:24
sgridare i bambini non serve, i pericoli vanno spiegati sgridare i bambini non serve, i pericoli vanno spiegati

 Urlare 'fermati' o dare uno schiaffo al piccolo che salta sulla poltrona non basta a difenderlo dal rischio, elevato, che si faccia male. I genitori tendono invece a comportarsi così e ricorrono a rimproveri o alla violenza fisica senza spiegare ai figli perchè devono evitare alcuni giochi o azioni all'apparenza privi di rischi. Lo dimostra uno studio condotto osservando il comportamento di 63 famiglie con bambini dagli 8 ai 10 anni pubblicato sul Journal of pediatric psychology. "Perfino i genitori dei bambini più irrequieti non vedono le situazioni pericolose e le madri si limitano a punirli senza soffermarsi nello spiegare perché tali giochi sono così a rischio. Il nostro studio dimostra che, quando le mamme si soffermano a parlare con i bambini, questi non ripetono l'errore" spiega Jodie Plumer che ha partecipato alla ricerca.

"I bambini più irrequieti e sfrenati sono anche quelli che passano più volte l'anno negli ambulatori di pronto soccorso; altri invece si comportano in modo più cauto. Spesso i bimbi agitati sono i meno sorvegliati dalle famiglie ma anche i più puniti, anche fisicamente - commenta Marcello Lanari, direttore della pediatria e neonatologia dell'ospedale di Imola e direttore scientifico di Conoscere per Crescere, la rivista per le famiglie e la scuola della Società Italiana di Pediatria. "La nuova ricerca analizza la società americana ma riflette a pieno anche la nostra. Spesso i genitori sono stanchi, assenti o distratti. Ma se ci si confronta con i ragazzi il loro atteggiamento cambia positivamente".

Sottolinea Lanari: "Da aggiungere il fatto che i bambini oggi sono tempestati tra film, cartoni e videogiochi abbastanza violenti in cui gli eroi saltano, sbattono, si buttano nel vuoto e ciò suggerisce loro che sono cose fattibili. Questi eroi inoltre non si fanno mai male, restano illesi. Ciò contribuisce a far perdere ai piccoli la percezione della loro reale e spiccata vulnerabilità. Un salto dal divano può essere pericoloso, così come lo sono i giochi di strada che invitano a saltare da ringhiere e scale e che talvolta diventano mode". "I genitori devono essere presenti, che significa cioè non abbandonarli davanti agli schermi di tv e computer ed essere incisivi positivamente nel gioco dei figli, in particolare se sono spericolati, spiegando loro quali sono i veri rischi. Da un sondaggio condotto in passato da IPSOS per Save the children ha dimostrato che quasi 1/3 dei genitori ricorre a punizioni corporali per educare i figli e che il 50% creda che non siano dannose". "Noi pediatri dissentiamo profondamente da questo atteggiamento - precisa Lanari - come emerso da un'indagine svolta dalla Società italiana di pediatria assieme a Save the Children nel 2012, nella quale si evidenziava come i genitori dei nostri assistiti ricorrono frequentemente alle punizioni corporali e come ci interpellino frequentemente per avere indicazioni riguardo ai metodi educativi più corretti ed efficaci. E' emerso così che la grande maggioranza dei pediatri ritenga che il supporto alle famiglie anche su questi temi sia un ruolo che ci compete". Conclude Lanari: "La famiglia, soprattutto nei bimbi più a rischio, deve essere presente non con schiaffi o secchi no, ma con la capacità di evidenziare i rischi connessi alle azioni del proprio figlio. Lo studio dimostra che questa è l'unica strada". (ANSA).

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