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Mantenere vita attiva per difendersi da deficit dei 5 sensi

Udito, gusto, vista, olfatto e tatto insidiati da età e malattie

26 febbraio, 13:37
Mantenere vita attiva per difendersi da deficit dei 5 sensi Mantenere vita attiva per difendersi da deficit dei 5 sensi

La perdita parziale di uno o più di uno dei cinque sensi può compromettere drasticamente la vita di un anziano: è importante "allenare" i sensi - vista, udito, olfatto, tatto e gusto - mantenendoli sempre attivi, cercando di conservare la propria autonomia, mantenendo un adeguato livello di interazione con gli altri e con l'ambiente circostante. È quanto spiega Nicola Ferrara, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria, commentando i dati di uno studio sul Journal of the American Geriatrics Society e condotto da Jayant Pinto della University of Chicago Medicine.

I ricercatori Usa hanno rilevato che praticamente quasi tutti gli anziani (94%) soffrono di almeno un deficit sensoriale tra calo di vista, udito, olfatto, gusto o tatto, il 38% ne ha due contemporaneamente, il 28% tre, quattro o a tutti e cinque i sensi. "Il dato pubblicato sul JAGS non è sorprendente - sottolinea Ferrara - la riduzione sensoriale età-dipendente è fisiologica, ma il messaggio importante da dare alle persone è che un deficit di senso non va mai trascurato perché può essere una spia di malattie importanti, quindi bisogna sempre allertare il proprio medico quando ci si accorge di avere un deficit sensoriale.

Lo studio americano è andato a esaminare la diffusione di questo tipo di deficit tra gli anziani ed ha coinvolto un vasto campione di individui, 3050 persone di 57-85 anni. È emerso che quasi i due terzi del campione (64%) soffrivano di un deficit importante per almeno uno dei cinque sensi; il 22% deficit gravi in due o più sensi. Il deficit sensoriale più comune - riguardante il 74% dei partecipanti allo studio - riguarda una diminuzione del senso del gusto. Perdere capacità sensoriali deve far scattare l'allarme, spiega Ferrara, perché, quando la riduzione delle funzioni sensoriali supera una certa entità, i rischi possono essere particolarmente importanti: ad esempio, la riduzione del visus predispone l'anziano ad una vera e propria disabilità, al rischio cadute e alla perdita di autonomia; la riduzione dell'udito, oltre a limitare la vita sociale impedendo una efficace comunicazione, può modificare sensibilmente anche le capacità cognitive, strettamente legate alla possibilità di interfacciarsi con il mondo. L'apparecchio acustico è senz'altro un ausilio da adottare, non un optional ma una cura importante con ricadute positive sulla salute globale della persona.

Per quanto riguarda il gusto e l'olfatto, continua Ferrara, va sicuramente sottolineato il ruolo che hanno questi sensi sulla nutrizione. La perdita di questi sensi può favorire la malnutrizione da carenza di alcuni nutrienti, modificando le abitudini alimentari e allontanando il paziente da cibi indispensabili. Con la perdita del tatto, che si associa alla perdita della sensibilità al dolore e al calore, il rischio di incidenti cresce.

"Quando possibile, in particolare per i deficit uditivi e visivi, è necessario intervenire con l'uso di device o terapie specialistiche (incluso gli interventi chirurgici)", sottolinea il geriatra.

Laddove ciò non sia possibile, purtroppo, rallentare il decorso dei cali sensoriali non è cosa facile, conclude Ferrara, e non esistono modi scientificamente comprovati per farlo, ma di certo rimanere attivi il più possibile aiuta a mantenere "svegli" i nostri sensi. 

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