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Dieta con omega 3 fa bene a cervello anziani, integratori sono placebo

Studio Usa, nessun beneficio da supplementi; Scapagnini, efficacia e' provata

14 settembre, 16:17
Supplementi a base omega 3 non aiutano cervello anziani Supplementi a base omega 3 non aiutano cervello anziani

I tanto decantati supplementi a base di omega 3 e altri antiossidanti non migliorano la memoria e le capacità cognitive, almeno negli anziani. Lo afferma uno studio del National Institute of Health statunitense pubblicato dalla rivista Jama su oltre 4mila pazienti.

Ai partecipanti, di età media 73 anni, sono stati assegnati random un supplemento a base di luteina/zeaxantina, uno a base di omega 3, entrambi, nessuno o un placebo, e sono stati seguiti per cinque anni con test cognitivi periodici. L'analisi dei risultati non ha però evidenziato nessuna differenza tra i soggetti trattati con il placebo e quelli con i supplementi.

"Contrariamente alle credenze popolari non abbiamo visto nessun beneficio dall'uso dei supplementi - afferma Emily Chew, che ha coordinato lo studio -, mentre in altri studi abbiamo notato che una dieta che comprende cibi con omega 3 fa bene a occhi, cuore e cervello".

Secondo una ricerca del centro studi Package Facts nel mondo si spendono ogni anno 30 miliardi di dollari in supplementi e prodotti a base di omega 3, al primo posto tra quelli più usati.

Lo studio richiama quello simile condotto lo scorso anno, sempre negli Usa, sui supplementi multivitaminici, e pubblicato sugli Annals of Internal Medicine. Anche in quel caso dall'uso delle pillole non era emerso nessun beneficio per la salute.  

L'Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari (Area Integratori alimentari), in collaborazione con il Professor Giovanni Scapagnini, biochimico clinico e docente presso l'Università del Molise, pero' replica allo studio statunitense confermando al contrario l'efficacia degli omega 3 attraverso gli integratori. Scapagnini precisa inoltre che: "Un recente studio pubblicato a Febbraio 2015 suThe Journal of Alzheimer Association, condotto su oltre 800 pazienti, ha dimostrato che in soggetti affetti da disturbi che accelerano il declino cognitivo, come l'Alzheimer, la supplementazione con omega 3 ha dimostrato una significativa efficacia nel preservare le funzioni cognitive e addirittura mantenere il volume cerebrale".
''Lo studio pubblicato - spigano in una nota - valuta l'effetto di alcuni integratori sperimentati per le patologie della retina nell'ambito del trial clinico AREDS2, che ha dimostrato l'efficacia dei carotenoidi, della vitamina C e Ee dello zinco di rallentare la degenerazione della retina''.
Gli stessi pazienti analizzati per la maculopatiasono stati investigati, all'inizio della sperimentazione e poi ogni 2 anni, per valutare l'effetto degli stessi integratori anche sulle funzioni cognitive, ma l'indagine è stata realizzata solo attraverso test cognitivi effettuati per telefono, senza visiteneurologiche.
"A questo proposito, è bene sottolineare che il ruolo degli omega 3 non è quello di migliorare le performance cognitive, bensì quello di garantire una corretta fisiologia cerebrale e ritardare il declino cognitivo" - afferma il Giovanni Scapagnini, che prosegue: "Circa 1/5 del peso del nostro cervello è costituito da acidi grassi polinsaturi, soprattutto da DHA, un acido grasso semiessenziale della serie omega 3. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha indicato che tali acidi sono elementi essenziali della nostra dieta e, in particolare, nel 2014 ha confermato che l'assunzione di DHA (250 mg die) contribuisce al mantenimento della normale funzione cerebrale".

 

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