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Bloccare dolore cronico, nasce Carta diritti pazienti Ue

Simposio a Pe di Federanziani, non soffrire è diritto sociale

12 novembre, 14:21
Bloccare dolore cronico, nasce Carta diritti pazienti Ue Bloccare dolore cronico, nasce Carta diritti pazienti Ue

BRUXELLES - Una grande alleanza tra pazienti, medici e politica per convincere le istituzioni europee e gli Stati membri a dichiarare guerra al dolore cronico, un male, non un semplice sintomo, che colpisce 100 milioni di europei, di cui la metà ha oltre 65 anni. Una piaga che si può sconfiggere se si rendono disponibili al pubblico nuove terapie altamente tecnologiche, i mezzi e gli strumenti, che già ora sono in grado di non far soffrire più. E' questa la proposta alla base della 'Carta Europea dei diritti dei cittadini over 65 con Dolore Cronico' presentata oggi al Parlamento europeo, che ha lo scopo di sensibilizzare le amministrazioni di tutta Europa a considerare la fine del dolo un diritto sociale.

 

L'iniziativa, opera della Senior International Health Organization, (Siha) e FederAnziani, a cui ha aderito Pain Alliance Europe, ha visto il coinvolgimento di tantissimi europarlamentari, solo oggi oltre trenta, tra cui Elibetta Gardini (Fi) e Giovanni La Via (Ncd), il presidente del gruppo S&D Gianni Pittella, Antonio Panzeri (Pd) e Alessandra Mussolini (Fi) a Mercedes Bresso (Pd).

 

L'obbiettivo immediato è ottenere che la maggioranza più uno degli europarlamentari firmi la Carta, in modo che automaticamente venga pubblicata dalla Gazzetta ufficiale della Ue, creando i presupposti perchè la Commissione metta a punto una proposta legislativa. "Il dolore cronico - ha osservato Roberto Messina, presidente Senior Italia Federanziani - non ha colore politico. Sinora è stato un fenomeno sottovalutato e non si tratta solo di cefalea, ma di un male che colpisce 100 milioni di persone e che può essere battuto".

 

"Il dolore - ha aggiunto il Presidente di Siha, Elio D'Orazio - non è assolutamente inevitabile: dobbiamo sconfiggere tutti assieme questo falso mito". Hanno partecipato anche, come rappresentanti dei pazienti, Ether Clarke, dell'European Federation of Neurological Association e Hans Karl Duwenkamp, del German Cluster Headache Support Group. Un problema che provoca costi, anche economici, enormi: si calcola l'impatto dei costi sanitari totali diretti ed indiretti per le patologie di dolore cronico sul Pil dei 28 Stati Membri varia dal 2% al 2,9% dell'Irlanda, con una media Ue del 2,4% ed un costo pari a 271 miliardi di euro all'anno. "Curare questo fenomeno - ha spiegato il prof Gianni Colini Baldeschi, specialista della terapia e della diagnosi del dolore - oltre che a far star meglio i paziente, farebbe risparmiare molti soldi alle casse pubbliche".

 

Secondo Elisabetta Gardini, "di fronte ad aspettative di vita fortunatamente sempre più lunghe e a una popolazione anziana sempre più in aumento, è di fondamentale importanza garantire che anche l'età più adulta possa essere vissuta con soddisfazione e a pieno sotto tutti i punti di vista".

 

Giovanni La Via, presidente della Commissione Sanità all'Europarlamento infine, ha assicurato il suo impegno: "La salute è un tema di competenza nazionale, ma l'Ue e l'Europarlamento può e deve dare il suo contributo per migliorare le cose".

 

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