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Sanita':malpractice,denunciato 1 decesso ogni 50 posti letto

Costante aumento di circa 2-3% annuo, colpa anche della crisi

18 ottobre, 15:37
il corridoio di un ospedale il corridoio di un ospedale

ROMA - Infezioni ospedaliere letali, errori durante gli interventi chirurgici o in sala parto. Continuano a crescere annualmente del 2-3% le richieste di risarcimento danni per decessi avvenuti negli ospedali italiani. E, per ogni struttura, si attestano in media a 13 ogni anno, pari a un decesso dovuto a malpractice medica per ogni 50 posti letto. Un aumento che denota "una potenziale sofferenza economica della società, oltre ad una volontà di voler far luce sulle varie casistiche".

E' quanto emerge dallo studio 'Le richieste di risarcimento danni per decessi nella medmal Italiana' realizzato da AM Trust, compagnia assicurativa specializzata nel settore. L'analisi è stata condotta su un campione estrapolato da circa 45 mila richieste su un gruppo di 97 strutture sanitarie pubbliche italiane come ospedali, centri specialistici, aziende universitarie e policlinici, dal 2010 al 2015. Ne è emerso che ogni anno le richieste di risarcimento danni per decessi avvenuti in strutture ospedaliere sono circa 1.100, ovvero nel complesso sono state 6.750 per tutto il periodo di studio, pari al 16% del totale dei sinistri per malpractice medica.

Analizzando le informazioni sul contenzioso e i dati di produttività delle aziende del campione emerge che i tassi di rischio sono di un decesso denunciato ogni 50 posti letto. Inoltre, qualora si riscontri una responsabilità, la richiesta viene mediamente liquidata con circa 430 mila euro, una cifra molto alta che dimostra come questa tipologia di richieste abbiano un alto impatto economico.

I dati dello studio confermano, inoltre, che più un'azienda effettua ricoveri meno è a rischio. Se si prende in considerazione un ospedale che effettua al massimo 10 mila ricoveri annui, si è osservato che avrà il 30% di richieste danni per decesso in più rispetto ad un ospedale che ne effettua più di 40 mila. Grazie al loro maggior volume di ricoveri, mostrano i dati, le più sicure sono aziende ospedaliere o policlinici universitari. Infine, ma non è una novità, a livello geografico tutte le strutture sanitarie che sono presenti al Nord Italia sono meno rischiose: generano meno richieste danni, di quelle del Centro e del Sud. Se la media nazionale annua di sinistri aperti per decesso è di 13 per ogni ospedale o struttura, al sud sale 17 a mentre al nord scende 10, al centro si attesta al 12.

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