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Giovani medici a scuola di empatia e umanita'

Partono lezioni di "Umanizzazione cure" alla Statale di Milano

24 novembre, 16:33
Giovani medici a scuola di empatia e umanita' Giovani medici a scuola di empatia e umanita'

(di Claudia Coletta) Tra medico e paziente funzionano meglio "le parole di una pillola". Ed e' proprio da questa convinzione che medici, in particolare oncologi, e infermieri del futuro metteranno nel proprio piano di studi lezioni di Umanizzazione.

Al Dipartimento di Oncologia dell'Universita' Statale di Milano il rapporto con il paziente diventa materia di esame al pari dell'anatomia e dell'informatica. L'appuntamento e' per tutti il 2 dicembre all'Universita' Statale, Facolta' di Medicina, per mettere in cattedra la medicina della persona e invitare gli aspiranti medici a instaurare un rapporto di comprensione con il malato. "Un buon medico non deve solo fare diagnosi corrette e indicare le cure giuste. Deve anche saper parlare ai pazienti, capire la sofferenza e avere la capacità di ascoltare", spiega Gabriella Pravettoni, docente di Psicologia dei processi decisionali dell'Università degli studi e direttore dell'unità di Psicologia dello Ieo (l'Istituto Europeo di Oncologia di Milano) che dal prossimo mese insegnera' agli studenti del nuovo dipartimento di Oncologia dell'Università Statale. Quest'ultima da luglio aggrega tutte le più prestigiose strutture cliniche e di ricerca oncologica di Milano: IEO, Istituto dei Tumori, Niguarda, San Paolo e Policlinico. Obiettivo di tale Cattedra di Umanizzazione è appunto questo: contribuire alla formazione di una nuova generazione di medici e oncologi che, oltre alle competenze diagnostiche e di trattamento, siano dotati della necessaria capacità di ascolto e di relazione profonda con il paziente nella sua dimensione esistenziale, emotiva e sociale.

Studi e ricerche hanno dimostrato che un rapporto empatico medico paziente rende più efficaci le cure in caso di malattie cardiovascolari, diabete, dolore cronico, e riduce lo stress con effetti positivi sul benessere generale. Ma sono ancora pochi, secondo i sondaggi recenti, i camici bianchi che ascoltano davvero i bisogni dei malati: solo il 22% instaura un rapporto empatico con gli assistiti. Anche a Palermo "l'empatia" e' in cattedra al Policlinico universitario Paolo Giaccone, gia' da due anni: dal 2013 che si tiene il corso di laurea in Medicina che prevede al primo anno una materia che si chiama "Comunicazione e relazione medico-paziente", dove fanno lezione gli psichiatri, cercando di spiegare le basi per comprendere questa importante rapporto.

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