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Dell'Acqua, non resta indietro più nessuno

'Erede' Basaglia, tutti i matti sono cittadini. Chiudono luoghi di insensatezza

30 marzo, 20:56
Un'immagine d'archivio di Franco Basaglia, Un'immagine d'archivio di Franco Basaglia, " padre " della legge 180/78

(di Francesco De Filippo)

Un indubbio merito nella chiusura degli Opg va ascritto all'ex Presidente Giorgio Napolitano per la "passione con cui accolse la denuncia della Commissione del Senato. Quando gli comunicammo il viaggio con Marco Cavallo per la campagna 'StopOpg,' ci scrisse e ci mandò una medaglia per il patrocinio della Presidenza". Il primo ricordo di Peppe Dell'Acqua, tra gli psichiatri che raccolse l'eredità di Basaglia, alla vigilia della chiusura degli Opg che completa quella rivoluzione cominciata negli anni '70, è per l'ex Presidente della Repubblica. Che nel discorso di fine anno nel 2012 parlò di "istituzione indegna di un paese appena civile". Tra le paure diffuse di incrociare in libertà pericolosi quanto inconsapevoli individui, Dell'Acqua riporta il discorso su un piano di minor suggestività: "Non resta indietro più nessuno. Tutti i matti ora sono cittadini". Praticamente "si restituisce appieno o si tenta di restituire diritto e responsabilità. Le persone con disturbo mentale quando commettono un'azione sono ora responsabili, cittadini a tutti gli effetti: si processano se commettono un reato, si condannano se colpevoli e, se sono bisognosi di cure, si curano. Ci liberiamo del doppio binario: hai commesso un reato ma ti assolvo perché incapace, ma ti inserisco nel circuito manicomiale e non in quanto hai commesso il reato ma perché sei pericoloso".

Intanto, gli ospiti degli Opg negli ultimi quattro anni sono quasi dimezzati; oggi sono circa 700 in tutta Italia. "Vivo un momento di svolta storica, epocale - prosegue Dell'Acqua -. E' straordinario il modo in cui con questa legge e con questa campagna finisce l'internamento ancora ottocentesco. Si chiude un ciclo, ma il 31 marzo sarà ancora una volta un inizio perché il problema è di una delicatezza estrema". Con un ringraziamento: prima di tutto ai "giuristi costituzionalisti che hanno messo sempre più in evidenza lo stridore tra la persistenza di quelle strutture con la visione acquisita della cura delle persone con disturbo mentale". E un pensiero speciale va al convegno bolognese dell'Anm: "straordinario, che ha sottolineato nelle parole del vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, responsabilità, libertà e Costituzione". Infine, Basaglia. "Aveva detto una cosa suggestiva per noi: 'non mandiamo la gente in carcere ritenendo che non sia in grado comprendere il senso della carcerazione e la mandiamo in un luogo dove per chiunque è impossibile comprendere dove si trova e perché'. Io da allievo dico: con il viaggio del Cavallo siamo entrati in luoghi da chiudere non perché sporchi e fatiscenti ma perché sono i luoghi della più locale insensatezza. Sono i luoghi della sottrazione, dell'azzeramento di ogni diritto. Lì vivono uomini e donne che non hanno nessun diritto. Sono luoghi improntati alla pericolosità, luoghi senza tempo. Oggi tutto questo, con la legge 81 comincia a essere attaccato, lesionato".

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